Riceviamo e pubblichiamo Ospitiamo l’analisi di un conoscitore della materia, che preferisce mantenere l’anonimato, delle dinamiche sanitarie e amministrative regionali: una lettura tecnica e spietatamente realista sullo scontro istituzionale tra Caltanissetta ed Enna.
Il contesto: la conferenza stampa e la tesi di Caltanissetta
Nel corso della conferenza stampa svoltasi presso il Palazzo Municipale di Caltanissetta, il Sindaco Walter Tesauro e il Presidente del Consorzio Universitario Gianluca Tumminelli hanno ribadito con fermezza la posizione della città rispetto all’istituzione del Policlinico Universitario del Centro Sicilia.
La presa di posizione nasce dalle recenti notizie sul presunto “scippo” a favore di Enna, avvalorate dall’approvazione all’ARS di un emendamento con relativo stanziamento economico a favore dell’ASP ennese. Gli amministratori nisseni hanno bollato queste notizie come ricostruzioni fuorvianti, affermando un principio chiave: Caltanissetta sarebbe l’unica città del territorio a possedere per legge i requisiti tecnici e normativi necessari per ospitare la nuova Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU), individuando nello status di DEA di II livello il fattore dirimente.
Tuttavia, mettendo a confronto le dichiarazioni ufficiali con il quadro normativo statale e regionale (D.Lgs. 517/1999, D.M. 70/2015 e Statuto della Regione Siciliana), emergono significative forzature interpretative.
I limiti del comunicato alla luce delle leggi
L’analisi del testo del comunicato diramato dal Comune di Caltanissetta dopo la conferenza stampa, evidenzia quattro fondamentali nodi di criticità tecnico-normativa:
A. La confusione tra DEA di II Livello e Azienda Ospedaliero-Universitaria
- Cosa si afferma: Il comunicato sostiene che il requisito di DEA di II livello (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) sia condizione essenziale per legge per l’istituzione di un Policlinico.
- Cosa dice la legge: Il D.M. 70/2015 (c.d. Decreto Balduzzi) classifica le strutture ospedaliere in base ai volumi d’utenza, alle discipline e all’alta specialità (es. Cardiochirurgia, Neurochirurgia). Un presidio ospedaliero può essere DEA di II livello pur rimanendo a gestione esclusivamente aziendale (ASP), come l’Ospedale Sant’Elia. Per contro, l’integrazione didattica e di ricerca tra Università e Sanità (D.Lgs. 517/1999) prescinde dalla qualifica formale di DEA di II livello della struttura di partenza.
B. I requisiti normativi per la nascita di un’AOU
- Cosa si afferma: “Secondo l’attuale legislazione, solo il nostro territorio possiede i requisiti richiesti; qualsiasi scelta diversa richiederebbe un intervento legislativo…”
- Cosa dice la legge: Ai sensi del D.Lgs. 517/1999, l’istituzione di un’Azienda Ospedaliero-Universitaria non richiede un ampliamento normativo legislativo, bensì due precondizioni concrete:
- La presenza di un Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia accreditato dal MUR presso l’Ateneo interessato.
- La stipula di un formale Protocollo d’Intesa tra la Regione e l’Università. L’Università Kore di Enna eroga autonomamente il Corso di Laurea in Medicina, laddove Caltanissetta ospita un corso di laurea decentrato gestito dall’Università degli Studi di Palermo (UNIPA).
C. Le competenze del Consorzio Universitario
- Cosa si afferma: Il Consorzio Universitario riferisce di aver ricevuto “un preciso incarico dagli Assessorati regionali per seguire questo percorso”.
- Cosa dice la legge: La pianificazione e la rimodulazione della Rete Ospedaliera e delle AOU spettano unicamente all’Assessorato Regionale della Salute, previa approvazione della Giunta, parere delle Commissioni ARS e validazione dei Ministeri affiancanti (Salute e MEF). Un Consorzio Universitario non ha competenze giurisdizionali né potestà delegate nella programmazione della rete sanitaria regionale.
Rapporto di forza e fattibilità: Caltanissetta vs Enna
| Criterio di Valutazione | Caltanissetta (Ospedale Sant’Elia) | Enna (Ospedale Umberto I) |
| Struttura Ospedaliera | VANTAGGIO: DEA di II Livello (Alte specialità, terapia intensiva, reti d’emergenza complesse). | LIMITATO: DEA di I Livello (Carente di alcune alte specialità mediche complesse). |
| Presenza Accademica | DECENTRATA: Ospita il polo didattico dell’Università di Palermo (UNIPA). | DIRETTA: Sede dell’Università Kore e della relativa Facoltà di Medicina autonoma. |
| Spinta Politica / Atti ARS | DIFENSIVA: Iniziativa municipale e contenzioso sui requisiti formali. | AVANZATA: Emendamento approvato all’ARS con stanziamento economico dedicato. |
| Punti di Debolezza | Assenza di un Ateneo autonomo; dipendenza dalle scelte di UNIPA. | Necessità di adeguare la struttura ospedaliera agli standard di un Policlinico. |
Scenario di sintesi: chi ha più possibilità di spuntarla?
Se si analizza l’evoluzione della vicenda, Enna si trova attualmente in un momentaneo vantaggio politico-legislativo, essendo riuscita a tradurre la propria presenza accademica (Università Kore) in una norma d’indirizzo approvata dal Parlamento regionale con relativo primo finanziamento per la progettazione.
Tuttavia, Caltanissetta detiene una carta tecnica di prim’ordine: il Sant’Elia rappresenta l’unica struttura dell’entroterra dotata dei volumi assistenziali e delle specialità di II livello indispensabili per garantire le casistiche cliniche necessarie alle Scuole di Specializzazione mediche.
Per questa ragione, la soluzione che appare più ragionevole sul piano dell’efficienza e della sostenibilità sanitaria è la stipula di un Protocollo d’Intesa Integrato, una sinergia regionale che unisca l’offerta formativa dell’Università con le strutture ospedaliere dell’intero bacino del Centro Sicilia.
Il fattore UNIPA: che fine farebbe l’Università di Palermo?
L’ipotesi di un Protocollo d’Intesa Integrato e la riorganizzazione della sanità universitaria nel Centro Sicilia chiamano direttamente in causa l’Università degli Studi di Palermo (UNIPA), la cui presenza a Caltanissetta rappresenta un elemento centrale e consolidato.
Attualmente, UNIPA gestisce a Caltanissetta il proprio Polo Territoriale Universitario, erogando il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia (compreso l’innovativo indirizzo MEDIT) e formando gli studenti all’interno del Presidio Ospedaliero Sant’Elia.
L’evoluzione della contesa del Policlinico prospetta per l’Ateneo palermitano due scenari profondamente divergenti:
Scenario A: Policlinico a Caltanissetta (Consolidamento di UNIPA)
Se il Policlinico venisse istituito a Caltanissetta sul perimetro dell’Ospedale Sant’Elia, l’Università di Palermo otterrebbe una straordinaria valorizzazione strategica:
- Il Polo di Caltanissetta cesserebbe di essere una succursale o sede decentrata e si trasformerebbe in una struttura universitaria integrata di eccellenza.
- L’Ateneo palermitano otterrebbe la gestione di reparti a direzione universitaria, cliniche e cattedre dedicate, oltre all’attivazione di nuove Scuole di Specializzazione direttamente sul territorio nisseno.
- UNIPA blinderebbe il proprio predominio accademico e sanitario nella Sicilia occidentale ed interna, arginando l’espansione della Kore e di Catania.
Scenario B: Policlinico ad Enna con la Kore (Marginalizzazione di UNIPA)
Se la sede del Policlinico venisse riconosciuta ufficialmente ad Enna a supporto della Facoltà di Medicina della Kore:
- L’Ateneo ennese diventerebbe il polo catalizzatore di tutti i finanziamenti regionali e delle reti formative della Sicilia centrale.
- Il rischio per UNIPA: Il corso di laurea di Palermo a Caltanissetta rimarrebbe “sconnesso” da un’Azienda Ospedaliero-Universitaria di riferimento locale, riducendo l’attrattività del polo nisseno per studenti e docenti.
- I reparti ad alta specializzazione del Sant’Elia rischierebbero di trovarsi isolati dalla rete formativa primaria o persino costretti a convenzionarsi con un Ateneo concorrente per garantire la propria sopravvivenza clinico-didattica.
Impatto dei due scenari su UNIPA
| Aspetto | Scenario A: Policlinico a Caltanissetta | Scenario B: Policlinico ad Enna (Kore) |
| Ruolo di UNIPA a Caltanissetta | Da sede decentrata a Polo Universitario autonomo e d’eccellenza. | Rischio di ridimensionamento e isolamento formativo. |
| Posti Letto e Cliniche | Reparti del Sant’Elia integrati con la Facoltà di Medicina UNIPA. | Attrazione delle risorse e dei posti letto verso la Kore di Enna. |
| Scuole di Specializzazione | Attivazione di nuove scuole mediche gestite direttamente da UNIPA. | Accentramento delle scuole di specializzazione presso la Kore. |
| Egemone Territoriale | UNIPA consolida la propria leadership nella Sicilia centro-occidentale. | La Kore diventa il punto di riferimento accademico dell’entroterra. |
Conclusione: Oltre il campanile, la scossa che serve a Caltanissetta
La partita per il Policlinico del Centro Sicilia non si vince arroccandosi sui comunicati stampa o rivendicando primati normativi che, nei fatti, la politica regionale ha già dimostrato di poter piegare con blitz parlamentari.
Se Caltanissetta vuole evitare lo “scippo” e difendere il proprio ruolo baricentrico nella sanità e nella formazione universitaria, la classe dirigente locale, dal Comune alla deputazione, passando per il Consorzio Universitario, deve cambiare radicalmente passo.
Continuare a ripetere che «spetta a noi per legge» mentre Enna incassa emendamenti e fondi di progettazione è una strategia perdente. La politica nissena è chiamata a un’assunzione di responsabilità che si muova su tre direttrici non più rinviabili:
- Svegliare l’Università di Palermo (UNIPA): È il grande convitato di pietra. L’Ateneo palermitano non può limitarsi a subire passivamente la scalata della Kore. Il Comune e il Consorzio devono pretendere da Palermo un progetto d’investimento forte, blindando il polo nisseno con accordi blindati e portando la questione direttamente sui tavoli romani del MUR.
- Usare la leva tecnica contro la politica degli annunci: La forza di Caltanissetta non risiede nei numeri dei consigli comunali, ma nel ferro e nel cemento del Sant’Elia e nel suo DEA di II livello. La deputazione e i sindacati medici devono pretendere che la Regione subordini qualsiasi progetto di Policlinico ai rigidi parametri della rete d’emergenza, smascherando le forzature estemporanee.
- Imporre il modello reticolare o preparare la battaglia: Se la politica regionale dovesse comunque favorire Enna, Caltanissetta non potrà accontentarsi di un ruolo ancillare. O si progetta un’Azienda Ospedaliero-Universitaria diffusa e paritetica, che metta a sistema l’università ennese e il DEA nisseno, oppure la politica locale ha il dovere di mobilitare ordini professionali, camici bianchi e società civile per bloccare sul piano amministrativo e legale un’operazione calata dall’alto.
Il tempo dei comunicati difensivi è scaduto. La sanità e il futuro universitario del Centro Sicilia non si difendono con il lamento del campanile, ma con la forza dei fatti, dei progetti e di una trattativa politica finalmente all’altezza della posta in gioco.
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