Non si è fatta attendere la replica di Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, in merito alle recenti indiscrezioni giornalistiche e alle notizie d’agenzia relative alle intercettazioni diffuse nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma. Al centro del dibattito, in particolare, una conversazione telefonica risalente al 2 ottobre scorso tra il manager e l’avvocato Giacomo Saccomanno, ex consigliere d’amministrazione della società e attualmente indagato.
«Una replica ironica, interpretazioni fuori dal tempo»
Attraverso una nota ufficiale, l’amministratore delegato ha respinto categoricamente le letture emerse sugli organi di stampa, definendole «del tutto fantasiose e fuori dal contesto temporale». Nel colloquio intercettato dai carabinieri del Ros, l’avvocato Saccomanno annunciava a Ciucci di avere «una buona notizia», ricevendone come risposta la battuta: «Abbiamo vinto al Totocalcio?».
Ciucci ha tenuto a precisare che tale replica nei confronti di Saccomanno è stata pronunciata «con evidente ironia», escludendo qualsiasi dietrologia o consapevolezza legata a presunte manovre sottobanco per condizionare le decisioni degli organi di controllo.
Il nodo del convegno e i rapporti con la magistratura contabile
L’amministratore delegato ha inoltre voluto fare chiarezza sulle ricostruzioni e sulle «congetture riguardanti il convegno del 30 ottobre», evento che secondo alcune ipotesi investigative sarebbe stato pianificato in coincidenza con le decisioni della Corte dei Conti sul progetto dell’opera.
«L’evento – ha chiarito fermamente Ciucci – era stato organizzato ben prima che venisse fissata l’adunanza del 29 ottobre». Secondo i vertici della Stretto di Messina, far coincidere temporalmente i due eventi per ipotizzare pressioni o corsie preferenziali costituisce una lettura del tutto priva di aderenza alla realtà dei fatti.
La posizione della società
Già nelle scorse settimane la Stretto di Messina S.p.A. aveva ribadito la propria totale estraneità alle indagini per presunta corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio che stanno interessando l’iter dell’opera da 13,5 miliardi di euro. Ciucci ha confermato ancora una volta la massima trasparenza e la piena disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti, rimarcando come la società stia operando nel pieno rispetto del mandato parlamentare e governativo per la realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.
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