Non si placa la tempesta politica attorno al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. In un clima di forte tensione istituzionale, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è tornato a criticare duramente la strategia finanziaria del governo, definendo l’impiego dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC) per l’opera come un vero e proprio “schiaffo” alle comunità locali.
Il nodo dei finanziamenti: “Risorse sottratte alle urgenze”
Al centro della polemica c’è la decisione dell’esecutivo di attingere massicciamente ai fondi destinati a colmare il divario tra Nord e Sud per coprire i costi crescenti dell’infrastruttura, stimati ormai tra i 13 e i 14 miliardi di euro.
“Chiedere di impiegare i Fondi di coesione per quest’opera è uno schiaffo a un’intera comunità,” ha dichiarato Conte durante i suoi recenti incontri nei territori interessati. “Stiamo parlando di risorse che servono come il pane per strade, ferrovie e sanità in Calabria e Sicilia, territori che vivono un disagio infrastrutturale cronico. Toglierle per alimentare il sogno di gloria di un singolo ministro è una scelta scellerata.”
Un progetto nel mirino della Corte dei Conti
Le parole di Conte arrivano in un momento critico: il progetto ha subito diversi rallentamenti dopo che la Corte dei Conti, nei mesi scorsi, ha sollevato dubbi sulla conformità della delibera del CIPESS e sulla reale sostenibilità finanziaria dell’opera. Conte ha ribadito che il piano attuale non sta in piedi, definendolo “vecchio e aggiornato in fretta e furia” solo per scopi propagandistici.
I punti critici sollevati dal leader M5S:
- Drenaggio di risorse: La sottrazione di circa 1,6 miliardi dai fondi regionali di Sicilia e Calabria.
- Priorità invertite: La necessità di potenziare prima il sistema viario e ferroviario interno alle due regioni.
- Rischio incompiuta: Il timore che le cifre stanziate non siano sufficienti, portando a un blocco dei lavori nel lungo periodo.
La replica del Governo e della Regione
Nonostante le critiche, il fronte del “sì” resta compatto. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ribadito proprio in questi giorni che il Ponte rimane “il sogno dei siciliani” e che l’amministrazione è pronta ad andare avanti contro quello che definisce “il partito del no”. Anche il Ministro delle Infrastrutture continua a rassicurare sull’avvio dei cantieri, previsto entro la fine del 2026, nonostante i rilievi tecnici e contabili.
Verso un autunno di fuoco
La battaglia sul Ponte si sposta ora sul piano della mobilitazione territoriale. Conte ha annunciato che il Movimento 5 Stelle continuerà a sostenere i comitati locali e a dare battaglia in Parlamento per chiedere che i fondi di coesione tornino alla loro destinazione originale: il potenziamento dei servizi essenziali per i cittadini del Mezzogiorno.
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