Nuove e pesanti polemiche investono il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro della bufera ci sono i dati emersi dall’ultimo bilancio della società “Stretto di Messina S.p.A.”, che hanno spinto Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e co-portavoce di Europa Verde, a un duro affondo contro il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
Secondo l’esponente dell’opposizione, la gestione dell’opera si sta rivelando un enorme e ingiustificato spreco di denaro pubblico, ben lontano dalle promesse di sviluppo per il Mezzogiorno.
Il nodo dei fondi europei da restituire
Il punto più critico sollevato da Bonelli riguarda la perdita di ingenti finanziamenti comunitari. A causa dei forti ritardi accumulati nell’iter di approvazione del progetto – in particolare per quanto riguarda le attività legate alla progettazione esecutiva della tratta ferroviaria – la società sarà costretta a restituire all’Unione Europea ben 12,375 milioni di euro.
“È il conto salato che pagano gli italiani per un progetto portato avanti a colpi di propaganda, forzature e annunci” accusa il deputato di AVS.
Una “piramide rovesciata”: più capi che impiegati
A finire nel mirino di Europa Verde è anche la struttura organizzativa interna della società. Bonelli evidenzia un paradosso numerico nella gestione del personale, definendo la “Stretto di Messina” come una vera e propria “piramide rovesciata”:
- 116 dipendenti totali
- 89 tra dirigenti e quadri direttivi
- Solo 27 impiegati operativi
Nell’ultimo anno l’organico è cresciuto di 32 unità, ma l’incremento ha riguardato quasi esclusivamente le posizioni di vertice. Una configurazione che, secondo l’opposizione, risponde più a logiche di poltrone che a reali necessità tecniche di cantiere.
Gli stipendi d’oro oltre il tetto pubblico
Ad aggravare la situazione, secondo la nota diffusa da Bonelli, c’è la deroga al tetto massimo di 240mila euro annui previsto per i manager delle società pubbliche. Una misura introdotta dall’attuale maggioranza di governo che permette ad alcune figure apicali della società di superare questo limite, proprio mentre i costi generali del personale continuano a lievitare.
“Il bilancio racconta molto meglio della propaganda di Salvini cosa sia oggi il Ponte sullo Stretto”, conclude Bonelli. “Non una risposta ai problemi del Sud, ma una macchina societaria costosa, costruita attorno a un’opera inutile e dannosa”.
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