La drammatica scomparsa della piccola Anna Rosa Bartolotta, la bambina di soli 4 anni deceduta a Palermo a causa delle complicanze legate alla difterite, ha riacceso con forza il dibattito sull’importanza dei vaccini e della protezione collettiva nell’Isola. In risposta all’emergenza e seguendo le direttive dell’Assessorato regionale alla Salute, le Aziende Sanitarie Provinciali stanno tracciando un quadro della situazione tra azioni di recupero straordinarie e monitoraggio delle coperture.
Enna: controlli capillari e l’appello del dott. Paolo La Paglia
A Enna, l’ASP ha promosso un piano d’azione capillare finalizzato al recupero dei minori che non hanno completato il ciclo vaccinale obbligatorio o che risultano del tutto scoperti. Attraverso l’incrocio dei dati e l’attività della sanità pubblica, i comuni della provincia saranno monitorati per contattare direttamente le famiglie e invitarle a completare i percorsi immunitari interrotti.
Il direttore sanitario dell’ASP di Enna, Paolo La Paglia, ha espresso parole chiare sulla gravità della situazione e sull’urgenza di prevenire rischi sanitari:
«Completare tutte le vaccinazioni previste dal calendario significa salvare vite umane, la propria e quella degli altri. Ciò che è accaduto a Palermo ci ricorda che malattie che credevamo sconfitte possono tornare, e che l’unico modo per fermarle è la prevenzione».
La Paglia ha inoltre evidenziato come la diffusione di una cultura “no vax”, spesso alimentata da convinzioni infondate, rappresenti un pericolo concreto per le persone più fragili. Per superare esitazioni, dubbi e disinformazione, l’Azienda sanitaria ennese affiancherà all’attività medica un percorso di ascolto: i genitori potranno avvalersi del supporto degli psicologi e del personale dei consultori operanti presso le Case di Comunità per ricevere informazioni trasparenti e ricostruire un rapporto di fiducia con le istituzioni sanitarie.
Agrigentino promosso dai dati: esavalente sopra il 93%
Di segno decisamente confortante sono i dati forniti dal servizio di Epidemiologia dell’ASP di Agrigento. Nella provincia agrigentina, la copertura per il vaccino esavalente (che protegge da Difterite, Tetano, Pertosse, Epatite B, Poliomielite ed Haemophilus influenzae tipo B) raggiunge il 93,16%, superando nettamente la media regionale attestata tra l’85% e l’87%. Buoni anche i dati per il Morbillo, che si attesta al 91,74% (a fronte di un dato regionale dell’87% e un target nazionale del 95%).
Secondo i dati dell’anagrafe digitale, in provincia di Agrigento i bambini che non hanno completato il ciclo esavalente sono circa 180, mentre quelli totalmente privi di copertura sono una ventina. L’ASP monitora attentamente anche la popolazione migrante: in assenza di libretto vaccinale, vengono avviate da capo tutte le somministrations obbligatorie.
Nonostante le cifre rassicuranti, la guardia resta alta: «Possiamo e dobbiamo fare di più, a partire dall’incremento del personale infermieristico e specialistico nelle sedi di Favara, Ravanusa e Menfi», dichiara il direttore sanitario dell’ASP di Agrigento, Raffaele Elia.
L’appello del mondo medico: «Non abbassare la guardia»
Il fronte medico concorda sull’importanza di non cedere allo scetticismo. Giuseppe Gramaglia, primario di Pediatria all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, rileva come il rifiuto dei vaccini comporti il rischio concreto di far riemergere malattie che si ritenevano ormai debellate.
Sulla stessa linea si pone l’Ordine dei Medici di Agrigento, guidato da Santo Pitruzzella, al lavoro con pediatri e medici di famiglia per promuovere anche le vaccinazioni non obbligatorie. L’invito corale delle istituzioni sanitarie a livello regionale resta quello di rivolgersi con fiducia ai centri vaccinali del proprio territorio per verificare la posizione dei minori e garantire la sicurezza epidemiologica dell’intera comunità.

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