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Prezzi: Dalla crisi in Medio Oriente possibili effetti a cascata su alimentari, bollette, trasporti e mutui

Last updated: 05/03/2026 12:18
By Redazione 83 Views 6 Min Read
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TANASI (CODACONS): IL GOVERNO PUÒ INTERVENIRE CON LE ACCISE MOBILI PREVISTE DAL DECRETO N. 5/2023

“In una fase di forte instabilità internazionale è fondamentale evitare che le tensioni geopolitiche si traducano in una nuova stangata per le famiglie italiane”. Lo afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons commentando i possibili effetti economici della crisi in Medio Oriente.

“Il Governo – prosegue Tanasi- dispone già di strumenti normativi per intervenire rapidamente sui carburanti e contenere l’effetto domino sui prezzi. È quindi necessario monitorare con attenzione l’andamento dei mercati ed essere pronti ad attivare le misure previste dalla legge, così da evitare che eventuali rincari si trasferiscano integralmente sui consumatori”.

Secondo il Codacons, la crisi in Medio Oriente potrebbe avere ripercussioni dirette sui prezzi e sui listini al dettaglio in numerosi comparti dell’economia, dagli alimentari alle bollette energetiche, passando per trasporti e turismo fino ad arrivare ai mutui. Per comprendere il reale impatto della situazione sarà tuttavia necessario attendere le prossime settimane e valutare la reazione dei mercati ai nuovi scenari geopolitici.

Al momento il rischio più immediato riguarda i carburanti – spiega il Codacons –. I repentini rialzi del petrolio e dei prezzi alla pompa comportano infatti maggiori costi di trasporto per le merci vendute nei negozi e nei supermercati, a partire dai generi alimentari, e incidono anche sulle tariffe dei servizi legati alla mobilità, come ad esempio i biglietti aerei. Il comparto del trasporto aereo, chiamato a recuperare le perdite subite in questi giorni a causa delle limitazioni al traffico, potrebbe quindi ricorrere a un aumento generalizzato delle tariffe applicate ai consumatori, con possibili rincari a cascata nel settore dei viaggi.

Più complesso il caso delle bollette di luce e gas – avverte l’associazione –. Chi ha un contratto a prezzo variabile potrebbe assistere a un aumento delle tariffe delle proprie forniture, con ripercussioni anche per le attività produttive, che potrebbero trasferire i maggiori costi energetici sui prezzi finali dei prodotti.

Possibili conseguenze anche sul fronte dei mutui: in caso di una risalita dell’inflazione, la Banca centrale europea potrebbe optare per un aumento dei tassi di interesse, con rate più pesanti a carico di chi ha acceso un finanziamento.

Per comprendere meglio l’impatto potenziale della crisi, il Codacons propone un esempio pratico: qualora la situazione in Medio Oriente dovesse incidere sull’inflazione nella misura dell’1% in più, la spesa annua di una famiglia con due figli aumenterebbe (a parità di consumi) di circa 457 euro. Un aggravio che si sommerebbe all’inflazione già in atto in Italia (+1,1% quella acquisita nel 2026 secondo l’Istat), portando il conto complessivo per lo stesso nucleo familiare fino a 959 euro annui in più.

Il Governo dispone tuttavia già di strumenti per limitare almeno in parte il peso della crisi in atto – evidenzia il Codacons –. Tra questi vi è il meccanismo delle “accise mobili”, previsto dal decreto n. 5/2023, che consente di utilizzare l’extra-gettito IVA derivante dall’aumento dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, contribuendo così a contenere i prezzi finali alla pompa.

In base alla normativa vigente, il Codacons ricorda che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, può adottare un provvedimento di riduzione delle accise qualora i prezzi dei carburanti registrino, sulla media del bimestre precedente, un aumento rispetto al valore di riferimento indicato nell’ultimo Documento di economia e finanza (Def) o nella relativa Nota di aggiornamento presentati alle Camere.

“Il rischio è che l’aumento dei costi energetici si trasferisca rapidamente su alimentari, trasporti e servizi, con un impatto pesante sui bilanci delle famiglie” – conclude Tanasi.

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