Alla vigilia della scadenza della tregua, gli occhi del mondo sono puntati ancora sul Pakistan. Intanto Trump fa quello che gli viene più facile: minacciare ad oltranza
Alla vigilia della scadenza della tregua, gli occhi del mondo sono puntati ancora su Islamabad. È qui infatti che dovrebbe tenersi il secondo round di colloqui previsto entro la fine della settimana. Ma se funzionari del Pakistan si sono detti positivi sull’avvio dei negoziati, a dettare profonda incertezza sulla sua partecipazione, è proprio uno dei protagonisti più importanti: l’Iran. In questo clima di generale indecisione, Axios intanto smentisce le parole del presidente Trump, secondo cui JD Vance era già in viaggio per i colloqui di Islamabad. A quanto riferisce il sito infatti, il vicepresidente degli Stati Uniti partirà solo oggi per il Pakistan.
11:00 – NESSUN IRANIANO E’ ANCORA PARTITO PER IL PAKISTAN
La televisione di stato iraniana dice che nessuna delegazione iraniana è ancora partita per il Pakistan per partecipare ai colloqui di pace con gli Stati Uniti. Non è ancora chiaro se parteciperanno ai colloqui di oggi.
10:00 – L’IRAN INVITA L’ONU A RISPONDERE ALL’ATTO DI PIRATERIA DEGLI USA
“Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato fermamente l’attacco statunitense contro una nave mercantile iraniana nel Mar d’Oman, definendolo ‘pirateria marittima’ e una grave violazione del diritto internazionale”, così il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato riportato dall’agenzia Irna. E ancora: “Il ministero ha invitato il Segretario generale delle Nazioni Unite, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l’Organizzazione marittima internazionale, nonché i governi responsabili, ad adottare una risposta ‘ferma e decisa’ a questo ‘atto criminale‘ contro il trasporto marittimo commerciale internazionale. L’Iran utilizzerà ‘tutte le risorse disponibili’ per difendere la propria sicurezza e i propri interessi nazionali e salvaguardare i diritti e la dignità dei propri cittadini, ritenendo gli Stati Uniti pienamente responsabili di qualsiasi ulteriore escalation nella regione”.
9:00 – TRUMP: SE NON NEGOZIERANNO AVRANNO SERI PROBLEMI
Parlando al programma radiofonico John Fredericks, Donald Trump ha affermato che se gli iraniani non negozieranno “vedranno problemi come non hanno mai visto prima”. Il presidente si è detto speranzoso sul raggiungimento di un accordo e che il Paese venga ricostruito ma senza l’arma nucleare.
8:00 – TRUMP: SARA’ DIFFICILE RIESUMARE GLI IMPIANTI NUCLEARI
“L’Operazione Midnight Hammer ha comportato la completa e totale distruzione degli impianti nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile. La CNN, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rendono giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di sminuirli e umiliarli. PERDENTI!!!”, così su Truth, il presidente Trump annuncia che sarà molto difficile riportare alla luce gli impianti nucleari distrutti.
7:00 – STRETTO DI HORMUZ, GUTERRES PREOCCUPATO PER LE CONSEGUENZE
Stando a quanto riferisce Al Jazeera, che cita le parole del portavoce di Guterres, Stephnne Dujarric, il segretario generale delle Nazioni Unite è preoccupato dalle restrizioni nello stretto di Hormuz e ha chiesto il pieno ripristino dei diritti di navigazione internazionali e della libertà di navigazione.
6:00 – IRAN: NON NEGOZIAMO SOTTO MINACCIA
Sui colloqui di Islamabad il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf è chiaro: “Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”, scrive su X.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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