Da “Quota 41 subito” all’innalzamento dell’età pensionabile per i laureati: l’esecutivo di centrodestra ha disatteso le promesse elettorali sulla riforma pensionistica, rendendo più stringenti i requisiti per l’uscita anticipata.
Capitiello (Salerno), 25 agosto 2022. A poco più di un mese dalle elezioni politiche, in un comizio elettorale a Capitiello, Matteo Salvini, leader della Lega, prometteva solennemente l’abolizione della Legge Fornero, definita “immorale e ingiusta”, e l’introduzione di “Quota 41”. Un impegno così forte da sfidare gli elettori: “Tra un anno ci rivediamo e se ci avrete dato il voto, se avremo vinto le elezioni e se non l’avremo fatto siete titolati a spernacchiarmi”.
Il centrodestra ha poi vinto le elezioni, ma la tanto vituperata riforma Montiana non solo è sopravvissuta, ma è stata in diversi aspetti inasprita, tradendo la storica promessa della coalizione.
Controsenso sul Riscatto della Laurea
Uno degli aspetti più eclatanti della disattesa promessa è il destino riservato al riscatto della laurea. Il programma elettorale della Lega prevedeva di “estendere la possibilità agevolata di riscatto dei contributi per il periodo relativo al percorso di laurea”.
La realtà dei fatti, tuttavia, è tragicomica alla luce dell’ultimo emendamento alla Manovra depositato in Senato dal Ministero dell’Economia – guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti. Questo provvedimento, infatti, aumenta l’età pensionabile, oltre che di alcuni mesi per tutti, fino a ben 33 mesi per molti lavoratori laureati che hanno riscattato, o riscatteranno, gli anni universitari, di fatto penalizzando chi aveva creduto nella promessa di agevolazione.
Salvini, in realtà, aveva già cantato vittoria in passato. A gennaio 2018, scriveva su Facebook: “Cancellazione della FORNERO nel programma del centrodestra: missione compiuta”, un annuncio smentito dalla permanenza della legge.
La “Legge fatta male” di Meloni
Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, aveva in passato criticato duramente la riforma Fornero, definendola “discriminatoria” e una “legge fatta male“. A differenza dell’alleato, Meloni aveva un approccio più prudente, dichiarando di essersi pentita di averla votata nel 2011, ma ammettendo già prima delle elezioni che l’ipotesi di abolizione totale era “irrealistica”, pur promettendo “flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso alla pensione”.
L’espressione più forte attribuita alla Premier è quella di aver definito la riforma un “Pizzo di Stato“, locuzione duramente criticata da Elsa Fornero stessa.
Le misure del Governo Meloni: Fornero più severa
La quarta Legge di Bilancio del Governo Meloni non ha introdotto alcuna nuova forma strutturale di anticipo pensionistico e ha in parte peggiorato le condizioni esistenti:
Aumento del Requisito per Pensione Contributiva: La Manovra 2024 ha innalzato il requisito minimo dell’assegno per accedere alla pensione contributiva a 64 anni: prima erano necessari circa 1.400 euro di assegno, ora ne servono circa 1.600 euro.
Taglio delle Future Pensioni: Due anni fa è stato rivisto in peggio il meccanismo di calcolo della parte retributiva dell’assegno per sanitari, funzionari degli enti locali e insegnanti d’asilo, una sforbiciata che in alcuni casi vale anche centinaia di euro in meno al mese.
Aumento dei Requisiti per le Opzioni Anticipate:
Quota 103 è stata resa meno conveniente prevedendo il ricalcolo totalmente contributivo, una riduzione potenziale del 30% dell’assegno.
Opzione Donna ha visto un aggravamento dei requisiti di accesso.
Entrambe le misure non sono state rinnovate con l’ultima Manovra.
In sostanza, il Governo Meloni non ha introdotto Quota 41 e ha reso molto più stringente l’accesso alla pensione anticipata in generale.
Rimane attivo il meccanismo di adeguamento all’aspettativa di vita, che colpirà nuovamente nel 2027. La Manovra ha ridotto lo scatto previsto per quell’anno da tre a un solo mese, ma già nel 2028 è previsto l’innalzamento di tre mesi per la maggior parte dei lavoratori.
Il giudizio di Elsa Fornero: “Mi lascia molto amaro in bocca”
L’autrice della riforma del 2011, Elsa Fornero, non ha risparmiato critiche all’operato dell’attuale esecutivo, in particolare dopo l’introduzione delle misure della Manovra 2024.
Fornero ha definito le azioni del Governo come una dimostrazione di “dilettantismo in materia previdenziale”. Le sue obiezioni principali sono principalemente due:
Danneggiamento di Sanità e Scuola: La penalizzazione dei dipendenti pubblici (insegnanti, infermieri e medici) è stata vista come un grave errore, dato che sono categorie cruciali e già sottoposte a forte stress lavorativo. Secondo Fornero, questa mossa danneggia settori essenziali come la sanità e la scuola.
Incostanza e Iniquità: Ha criticato la continua instabilità del sistema pensionistico introdotta dai governi successivi, che “svuotano” la sua riforma con provvedimenti temporanei e complessi. Il trattamento diseguale tra categorie (laureati vs. dipendenti pubblici) le ha lasciato “molto amaro in bocca”.
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
