Un primo passo importante, ma che per il momento non basta a far rientrare la mobilitazione. Il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) ha espresso la propria soddisfazione per l’apertura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma ha confermato che lo stato di fermo dei mezzi proseguirà a oltranza fino a quando le rassicurazioni ricevute non si trasformeranno in atti formali.
L’intercessione della Regione e l’apertura di Roma
A sbloccare lo stallo con il Governo centrale è stata la missione a Roma del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, e del vicepresidente della Regione, Luca Sammartino. L’intervento istituzionale presso il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha consentito di ottenere la convocazione di una delegazione del CTS al tavolo ministeriale.
Il tavolo, inizialmente previsto per il 27 ottobre, potrebbe essere anticipato al 20 ottobre. Il Comitato ha rivolto un ringraziamento ufficiale a Galvagno e Sammartino per l’impegno profuso in difesa della categoria e dell’economia isolana.
Le richieste sul tavolo: centinaia di milioni di euro
Nel corso del confronto ministeriale, la delegazione siciliana porterà una piattaforma di rivendicazioni economica e strutturale ritenuta fondamentale per il futuro del comparto:
- Incentivi al trasporto marittimo (Sea Modal Shift): Sblocco immediato dei pagamenti arretrati per circa 104 milioni di euro relativi alle annualità 2023/2024 e 2025/2026, unitamente allo stanziamento di ulteriori 70 milioni di euro per l’annualità 2026/2027.
- Credito d’imposta sul gasolio: Riconoscimento rapido e spendibilità nel cassetto fiscale dei 430 milioni di euro legati alle domande già inviate, oltre a un rifinanziamento straordinario di 400 milioni per coprire i mesi rimasti sprovvisti di agevolazioni.
- Tavoli istituzionali: Inclusione permanente del CTS nella Consulta e in tutte le sedi decisionali sulla mobilità, per assicurare rappresentanza diretta alle imprese del Mezzogiorno.
La linea del Comitato: «Terremo alta la guardia»
Nonostante l’apertura del MIT, la linea dei camionisti siciliani rimane improntata alla massima cautela. Attraverso una nota ufficiale, il CTS ha chiarito che l’impegno informale del Ministero rappresenta un segnale positivo ma non sufficiente:
«Un semplice comunicato o una dichiarazione d’intenti non possono bastare. Tutti i punti devono essere ratificati attraverso atti ufficiali del Ministero e formalizzati dalla firma del ministro. Per tali ragioni, lo stato di fermo dei trasporti proseguirà a oltranza fino alla sottoscrizione formale degli impegni presi.»
La protesta continua dunque a mantenere in allarme il settore agroalimentare e la grande distribuzione nell’Isola, in attesa che dall’incontro della prossima settimana arrivi la firma sui decreti attesi dai vettori.
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