Qualità della vita: Firenze, Bolzano e Trieste al top. Ma a Caltanissetta i bambini vivono peggio che in tutta Italia.
L’Italia è un Paese a tre velocità, non solo dal punto di vista geografico ma anche generazionale. Lo dimostra la sesta edizione dell’indagine sulla “Qualità della vita per fasce d’età” realizzata dal Sole 24 Ore, che fotografa il benessere della popolazione divisa in tre segmenti: bambini, giovani e anziani.
Se il Centro-Nord fa il pieno di medaglie con Firenze (prima per i bambini), Bolzano (regina dei giovani) e Trieste (al vertice per gli anziani), il Mezzogiorno scivola in fondo alle classifiche. Il dato più allarmante arriva dalla Sicilia: la provincia di Caltanissetta è maglia nera in Italia per la qualità della vita dei bambini.
La classifica dedicata alla fascia 0-14 anni assegna a Caltanissetta il 107° e ultimo posto assoluto. Un risultato strettamente legato a una desertificazione demografica evidente.
La provincia registra infatti un quoziente di natalità di appena 7,0 nuovi nati ogni mille abitanti, un dato che riflette la sfiducia delle giovani coppie nel costruire un futuro sul territorio..
Sul verdetto pesano come macigni i deficit strutturali accumulati negli anni: asili nido a sufficienza, i servizi di prossimità delle “città in 15 minuti” sono quasi inesistenti, e si registra una grave carenza di spazi verdi attrezzati per il gioco.
A pesare in modo decisivo è anche la situazione dell’impiantistica sportiva e scolastica, priva di palestre e mense funzionanti. Un emblema perfetto di questa paralisi dei servizi è il caso in città della piscina comunale di Caltanissetta, che rimane ancora non usufruibile per la cittadinanza. La prolungata chiusura della struttura priva i più piccoli dell’accesso a corsi di nuoto e ad attività per la crescita, costringendo anche le famiglie con disabili, a spostarsi o a rinunciare allo sport. Un contesto di privazioni che frena lo sviluppo dei minori e nega loro diritti elementari all’aggregazione e al benessere fisico.
Il quadro nisseno non migliora significativamente per la terza età (over 65), dove la provincia si piazza al 100° posto nazionale. In questo caso a pesare sono la debolezza dell’assistenza domiciliare, la bassa spesa sociale e la carenza di reti di supporto socio-sanitario, che lasciano la popolazione anziana in una condizione di parziale isolamento con i familiari, impossibilitati ad assistere i propri cari a causa degli impegni lavorativi, sono così costretti ad affidarli alle case di cura per anziani, con un aggravio economico che non tutti possono permettersi.
Una criticità, quella della terza età, che accomuna l’intera isola: la provincia di Trapani è infatti l’ultima in Italia (107ª) per gli over 65.
L’unico dato in controtendenza per Caltanissetta è il 72° posto nella classifica dei giovani (15-35 anni). Non si tratta però di un boom occupazionale, la disoccupazione giovanile e l’emigrazione restano piaghe aperte.
L’indagine del Sole 24 Ore, ampliata quest’anno a 60 indicatori totali, evidenzia un’Italia in cui i diritti fondamentali legati all’età dipendono fortemente dal codice postale.
Mentre Bolzano vanta un tasso di fecondità record (1,55 figli per donna) e Bologna si conferma la capitale dei giovani laureati, la Sicilia e il Sud continuano a registrare una costante fuga di risorse e un inverno demografico che, senza interventi strutturali su asili, sport, sanità e trasporti, rischia di diventare irreversibile.
I dati, pubblicati a maggio 2026, si riferiscono principalmente alle rilevazioni del 2025 e ai trend consolidati nei mesi immediatamente precedenti.
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