Alcuni lettori ci scrivono da tempo chiedendoci che fine fanno i proventi della vendita di cartone, plastica, vetro e metalli.
Non è stato semplice ma probabilmente con questo articolo siamo riusciti a rispondere, sperando di averlo fatto in maniera quanto più possibile esatta ed esaustiva.
La raccolta differenziata è un pilastro fondamentale, non solo per l’impatto ambientale, ma anche per quello economico
I Comuni e i gestori del servizio, infatti, ottengono dei ricavi dalla vendita dei materiali riciclati (carta, cartone, plastica, vetro e metalli) alle aziende di trasformazione e, soprattutto, ricevono corrispettivi dai Consorzi di filiera (come CONAI).
La domanda alla quale abbiamo cercato di dare una risposta è: che fine fanno questi proventi?
La risposta, in Italia e nello specifica a Caltanissetta, dopo una lunga e non facile ricerca è:
I ricavi della differenziata sono un elemento chiave per ridurre il costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti e, di conseguenza, per alleggerire la TARI (Tassa sui Rifiuti) a carico di utenze domestiche e non domestiche.
Contrariamente all’idea di un profitto puro, i proventi della raccolta differenziata vengono inseriti nel Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio di gestione rifiuti.
Il ricavo generato dalla vendita dei materiali e i corrispettivi CONAI vengono sottratti dal costo totale che il Comune o il gestore sostengono per l’intero servizio (raccolta, trasporto, trattamento, smaltimento).
Questa sottrazione abbassa la base di calcolo della tassa, influenzando direttamente l’importo che ogni cittadino deve pagare.
L’analisi dei documenti ufficiali del Comune di Caltanissetta (il PEF approvato secondo la regolamentazione ARERA) rende noti gli importi stimati che contribuiscono a finanziare il sistema e a contenere i costi della TARI per i prossimi anni.
Gli importi sono suddivisi in due categorie principali e sono soggetti a un meccanismo di “fattore di sharing”, meccanismo regolatorio di ARERA nel settore rifiuti che definisce la percentuale di proventi dalla vendita di materiali riciclati e da consorzi (come CONAI) che il gestore del servizio può trattenere, invece di restituirli al Comune per ridurre la tariffa, incentivando così elevate performance di raccolta differenziata e riciclo, con valori che variano (es. 30-60%) a seconda della virtuosismo gestionale e dei nuovi indicatori di qualità. che regola la ripartizione tra il gestore del servizio e la collettività.
Ma veniamo ai dati:
–Voce di ricavo stimata (PEF 2024-2025): € 6.629, ricavi diretti dalla vendita di materiali riciclati.
–Ricavi dai corrispettivi dei sistemi collettivi (CONAI): € 23.094, rimborsi riconosciuti dai Consorzi di filiera a copertura dei costi di raccolta.
–Totale contributo stima ai ricavi, € 29.723, contributo totale che viene sottratto dai costi operativi per ridurre la TARI.
L’importo totale di circa € 29.723 (valori basati su un’analisi dei dati ufficiali di rendicontazione dei costi) rappresenta quindi un beneficio economico diretto per la comunità, ottenuto grazie all’impegno nella separazione dei rifiuti.
Per rendere il dato più comprensibile, possiamo stimare come questa riduzione si traduce sulla bolletta di una famiglia.
Secondo le rilevazioni sul costo della TARI Caltanissetta si stima che su una tariffa media di circa € 300/350,00 all’anno per una famiglia di 4 componenti in una casa di 80 mq (dato 2025).
L’impatto diretto dei soli proventi della vendita di carta, plastica, vetro e metalli sulla TARI di una famiglia media nissena è stimato in una riduzione di circa l’0,46% del costo complessivo, equivalente a circa 1,55 Euro all’anno sulla bolletta media.
Va però ricordato che il beneficio maggiore della raccolta differenziata non deriva solo dai proventi della vendita, ma soprattutto dalla riduzione dei costi di smaltimento del rifiuto indifferenziato, che è enormemente più oneroso per il Comune rispetto al conferimento delle frazioni riciclabili.
Senza la differenziata, il Costo Complessivo al momento di circa € 13.800.000 sarebbe molto più alto.
In conclusione, l’efficacia della raccolta differenziata non si misura solo in termini di tonnellate sottratte alla discarica, ma anche nella tangibile riduzione dei costi per i contribuenti, rendendo il riciclo un circolo virtuoso che avvantaggia sia l’ambiente che il bilancio comunale.
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