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Rete Ospedaliera Siciliana, scontro Palermo-Roma: il Ministero frena, la Regione rassicura. Nel mirino anche l’accorpamento Caltanissetta-San Cataldo

Last updated: 06/04/2026 9:06
By Redazione 289 Views 5 Min Read
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Il Ministero della Salute segnala “forti criticità” e incongruenze tecniche, in particolare su punti nascita e neonatologia. L’assessora Faraoni difende il piano: “Nessuna bocciatura, solo normale dialettica istituzionale”.

Contents
La difesa dell’Assessorato: “Specificità geografica prioritaria”Il “No” tecnico di Roma: incongruenze e dati mancantiIl nodo critico: Punti Nascita e NeonatologiaAccorpamenti e caos burocraticoSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

La nuova rete ospedaliera della Sicilia finisce sotto la lente d’ingrandimento del Ministero della Salute, scatenando un acceso confronto tra Roma e Palermo. Se da un lato gli uffici romani firmano note cariche di dubbi e rilievi tecnici, dall’altro l’assessora regionale alla Salute, Daniela Faraoni, tenta di gettare acqua sul fuoco, negando l’ipotesi di una bocciatura definitiva.

La difesa dell’Assessorato: “Specificità geografica prioritaria”

Secondo l’assessora Faraoni, le osservazioni arrivate dal Direttore Generale Walter Bergamaschi rientrano in una “normale dialettica tra istituzioni”. L’interlocuzione sarebbe dunque ancora aperta e mirata a una condivisione finale del piano.

Faraoni rivendica con forza l’autonomia gestionale legata alla natura insulare della regione: “Siamo consapevoli di non rispettare alcuni parametri del Dm 70, ma va considerata la specificità della Sicilia. I nostri cittadini non possono varcare i confini per curarsi altrove. La rete deve garantire servizi anche nelle comunità più isolate”

Il “No” tecnico di Roma: incongruenze e dati mancanti

Nonostante l’ottimismo di facciata di Palazzo Ziino, i documenti ministeriali descrivono una situazione complessa. Il Ministero parla di un piano con «numerosi disallineamenti» che rendono difficile persino l’istruttoria. Sotto accusa finisce la “Tabella C”, dove comparirebbero:

  • Posti letto indicati con valori negativi.
  • Codifiche errate e reparti non classificabili.
  • Incoerenze tra i documenti ufficiali (Dgr 276/2025) e le reti effettive di assistenza (Ima, Trauma, Breast Unit).

Il nodo critico: Punti Nascita e Neonatologia

Il punto più dolente riguarda la sicurezza dei reparti di ostetricia e pediatria. Il Ministero contesta il mantenimento di punti nascita sotto la soglia dei 500 parti annui, limite previsto per garantire la sicurezza clinica.

A questo si intreccia la fragilità della rete neonatale: mancano reparti di neonatologia in zone chiave, rendendo precari i sistemi di trasporto d’emergenza (Stam e Sten). La carenza di Terapie Intensive Neonatali e di personale specializzato rappresenta, per Roma, un ostacolo difficilmente superabile.

Accorpamenti e caos burocratico

Rilievi sono stati mossi anche sugli accorpamenti di ospedali (Dea di I e II livello) giudicati “non coerenti”.

Casi simbolo sono i poli Caltanissetta-San Cataldo, Avola-Noto e Villa delle Ginestre, dove le proposte di riconversione non sarebbero supportate da motivazioni solide o dai reali fabbisogni del territorio.

A complicare la partita politica e tecnica c’è anche un vuoto di potere interno all’Assessorato: il dirigente Fabrizio Geraci, architetto materiale della rete, ha lasciato il servizio per tornare a Villa Sofia, lasciando sguarnito proprio l’ufficio chiamato a rispondere alle stringenti osservazioni ministeriali.

Mentre la politica siciliana prova a mediare, il rischio è quello di un ridimensionamento forzato dell’offerta sanitaria o, nel peggiore dei casi, di un lungo stallo burocratico che lascerebbe i territori in una pericolosa incertezza.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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