Il calcio italiano volta pagina nel modo più drastico possibile. Dopo il trauma della mancata qualificazione ai Mondiali 2026, sancita dalla disfatta di Zenica contro la Bosnia, la Nazionale riparte da un volto che incarna passione e rottura: Silvio Baldini.
L’attuale tecnico dell’Under 21 è stato scelto per guidare la Nazionale maggiore nelle amichevoli di giugno contro Grecia e Lussemburgo. Non si tratta di un semplice interinato, ma di un segnale politico e tecnico chiarissimo: il nuovo corso, nato sotto l’egida della nuova presidenza federale, mette alla porta i “senatori” sconfitti per investire tutto sul talento verde.
Tabula rasa: chi resta a casa
Secondo le indiscrezioni del Corriere dello Sport, Baldini (subentrato a Gattuso) ha deciso di non convocare quasi nessuno dei protagonisti del fallimento mondiale. La scelta nasce da una doppia esigenza:
- Psicologica: Evitare di trascinare il peso del fallimento e lo stress mentale di una stagione logorante.
- Strategica: Testare immediatamente il blocco dell’Under 21 in un contesto internazionale “senior”.
La “Nazionale del futuro”: i nomi della rivoluzione
L’idea è quella di trasferire in blocco l’ossatura degli Azzurrini nella selezione maggiore. Non sarà però un’esclusione totale: Baldini è pronto a confermare solo chi fa già parte della nuova generazione e ha convinto nonostante il naufragio in Bosnia.
- I confermati: Marco Palestra (uno dei pochi a salvarsi nell’ultima uscita), Niccolò Pisilli e Pio Esposito.
- I rientri eccellenti: Saranno aggregati profili di valore come Carnesecchi, Scalvini e Coppola.
- Le novità: Spazio totale ai talenti che si giocheranno l’Europeo Under 21 e il pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Vedremo all’opera nomi come Kayode, Bartesaghi, Comuzzo, Ndour e Koleosho, oltre ai giovanissimi Ahanor e Ekhator.
Verso il 2030: un progetto a lungo termine
La scalata di Silvio Baldini ha dell’incredibile: in poco più di un anno è passato dal trionfo nei playoff di Serie C con il Pescara alla panchina più prestigiosa d’Italia. Il suo debutto ufficiale avverrà a settembre in Nations League, ma queste amichevoli di giugno rappresentano il vero “anno zero”.
L’obiettivo è chiaro: ricostruire l’identità azzurra in vista degli Europei, per poi puntare dritti alla qualificazione per i Mondiali 2030. Quattro anni per cambiare volto e anima a una Nazionale che ha bisogno, oggi più che mai, della sana follia e del coraggio del suo nuovo condottiero.
L’Italia di giugno sarà una “Under 21 potenziata”. Baldini cerca la scossa immediata, scommettendo su chi ha ancora la fame necessaria per vestire questa maglia.
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