Riceviamo e pubblichiamo nota dal Consigliere Comunale Giampiero Modaffari
È davvero incredibile, e purtroppo documentato dalle fotografie che si allegano a questa interrogazione, lo stato di abbandono e di degrado in cui versa un tratto fondamentale della viabilità comunale, ovvero la via Leonardo Sciascia, ex Strada Provinciale n° 6, arteria di collegamento strategica che interessa una delle aree più densamente popolate e
industrializzate del nostro territorio.
Da quasi quattro anni, i residenti e gli imprenditori della zona assistono inermi alla triste e vergognosa visione di transenne arancioni perpetue, di segnali stradali arrugginiti dalle intemperie, e di un enorme e pericoloso sprofondamento del manto stradale che rende impraticabile e pericoloso il transito in corrispondenza del tratto
compreso tra la sede stradale in rilevato e la struttura del viadotto.
Le foto allegate non lasciano spazio a dubbi o a minimizzazioni: si tratta di una vera e propria voragine stradale, di profonde buche e di un cedimento strutturale che mette a rischio l’incolumità di automobilisti, motociclisti, pedoni e ciclisti che quotidianamente percorrono questa strada.
La situazione è diventata insostenibile, non solo per chi vive nella zona, ma soprattutto per le numerose attività imprenditoriali che gravitano in quest’area e che vedono compromessa la propria capacità operativa.
Oleifici, marmisti, officine meccaniche e artigiane, imprese edili: tutte realtà economiche che costituiscono il tessuto produttivo della nostra città e che oggi si trovano nell’assurda condizione di non poter posteggiare i mezzi pesanti in dotazione – camion, betoniere, furgoni, autotreni – nelle aree di sosta che gli stessi imprenditori avevano da tempo
destinato e attrezzato per le proprie flotte aziendali e/o non potere permettere ai mezzi pesanti la distribuzione delle materie prime che utilizzano per la loro attività.
Le transenne, collocate in modo apparentemente precauzionale ma in realtà del tutto inadeguato, hanno di fatto inghiottito e reso inaccessibili queste aree, paralizzando le attività economiche e generando disagi economici e logistici di portata immane.
Ma ciò che più colpisce e indigna non è soltanto il degrado fisico della strada, quanto piuttosto la totale, inaccettabile e vergognosa inerzia dell’Amministrazione Comunale di fronte a una situazione che, ormai, persiste da oltre quattro anni.
Nel corso di questo lunghissimo arco temporale, la questione è stata più volte portata all’attenzione del Consiglio Comunale: decine, ripeto decine di interrogazioni consiliari presentate dai vari gruppi politici, ai quali l’Esecutivo ha sempre risposto con toni rassicuranti, promettendo interventi nel più breve tempo possibile, adducendo a giustificazione degli impegni assunti il ricorso a risorse proprie del bilancio comunale, a fondi di manutenzione straordinaria, ad accordi quadro e a ogni altra tipologia di finanziamento immaginabile.
Eppure, di fronte a tante promesse, ai cittadini e agli imprenditori non è mai stato consegnato altro che il vuoto: nessun intervento, nessun cantiere aperto, nessuna squadra di operai inviata sul posto. Solo la perpetua, triste, desolata vista di transenne che delimitano un pericolo mai sanato, e di cartelli “lavori in corso” che ormai, visti i tempi, suonano
come una beffa crudele!.
Sull’argomento è pure intervenuto il Presidente del Quartiere “Bigini”, il quale, ormai oltre cinque mesi fa, ha rassicurato la cittadinanza e gli imprenditori di un immediato e definitivo intervento da parte dell’Amministrazione Comunale.
Ebbene, ad oggi, non si è visto assolutamente nulla. Nulla!
Le transenne sono ancora lì, arrugginite e spostate dal vento; i segnali stradali sono sbiaditi e inclinati; lo sprofondamento della sede stradale è diventato ancora più profondo e pericoloso; le attività produttive continuano a lottare per trovare uno spazio dove parcheggiare o permettere il transito dei i mezzi indispensabili al loro lavoro.
Si tratta di una presa in giro ai danni di tutti, di una promessa non mantenuta che si aggiunge a una lunga, interminabile catena di promesse non mantenute, e che getta una luce funesta sulla credibilità e sulla capacità operativa di chi amministra questa città.
Il nostro Gruppo Consiliare di RIPRENDIAMOLCI LA CITTA’, nel corso di questi quattro anni, ha deliberatamente evitato di presentare interrogazioni consiliari sull’argomento, proprio per non dare l’impressione che il nostro intervento fosse meramente strumentale, di facciata, o peggio un intralcio alle attività dell’Amministrazione.
Abbiamo scelto la via del silenzio costruttivo, della fiducia, della pazienza. Ma la pazienza ha un limite, e quel limite è stato ampiamente superato.
Oggi non possiamo più restare in silenzio, PERCHÉ I CITTADINI RESIDENTI, GLI IMPRENDITORI, I LAVORATORI, LE FAMIGLIE CHE ABITANO NELLA ZONA CI CHIEDONO A GRAN VOCE DI FAR SENTIRE LA NOSTRA PRESENZA NELLE ISTITUZIONI, DI ROMPERE QUESTO MURO DI INDIFFERENZA E DI
MENZOGNE, DI PRETENDERE CHE FINISCA UNA VOLTA PER TUTTE QUESTO SCEMPIO!.
La via Leonardo Sciascia non è una strada di periferia dimenticata: è un’arteria vitale, percorsa ogni giorno da centinaia di veicoli, che collega aree residenziali, industriali e commerciali. Il suo stato di abbandono non è solo un problema di viabilità, ma un danno economico concreto per le imprese che vi operano, un pericolo costante per la sicurezza dei
cittadini, UN SEGNALE DI DEGRADO URBANO E ISTITUZIONALE CHE OFFENDE L’INTERA COMUNITÀ.
Ci troviamo di fronte a una situazione da terzo mondo, dove la sicurezza stradale è stata totalmente trascurata, dove le promesse dell’amministrazione si sono rivelate carta straccia, e dove l’unica cosa che cresce e si consolida è il pericolo per chi transita in quella zona.
La profondità delle buche, la vicinanza della struttura del viadotto, tutto concorre a creare uno scenario di rischio elevatissimo, che non può essere gestito con il semplice posizionamento di transenne e cartelli, come se il problema si potesse risolvere nascondendolo alla vista o delimitandolo con una rete arancione.
È inoltre doveroso sottolineare che la mancata manutenzione di una strada comunale, specialmente in presenza di cedimenti strutturali e di pericolo per la pubblica incolumità, costituisce una grave violazione degli obblighi di legge incombenti sull’Ente locale, ai sensi del Codice della Strada, del D.Lgs. n. 81/2008 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (per i lavoratori delle attività interessate), e delle norme generali in materia di sicurezza pubblica.
L’Amministrazione non può continuare a eludere le proprie responsabilità addossando la colpa a fantomatiche carenze di fondi o a complessità burocratiche: per quattro anni sono state promesse risorse, stanziamenti, accordi, e per quattro anni nulla si è materializzato.
QUESTO NON È UN RITARDO AMMINISTRATIVO, È UNA SCELTA POLITICA DI ABBANDONO E DI IRRESPONSABILITÀ.
I cittadini di San Cataldo, e in particolare i residenti del quartiere Bigini e le imprese che operano in via Leonardo Sciascia, meritano rispetto. Meritano che le promesse fatte in Consiglio Comunale vengano onorate. Meritano di poter circolare in sicurezza, di poter svolgere la propria attività economica senza dover fare i conti con buche profonde, transenne perpetue e aree di sosta inaccessibili.
Meritano un’amministrazione che governi, che agisca, che risolva i problemi invece di nasconderli dietro a reti arancioni e cartelli arrugginiti.
In relazione a quanto sopra, con la presente il nostro gruppo consiliare di RIPRENDIAMOCI LA CITTA’
INTERROGA
la S.V. al fine di avere riscontro ai seguenti quesiti:
a) Se non ritenga, alla luce dello stato di degrado documentato, doveroso e indifferibile provvedere nell’immediato al ripristino dell’efficienza della sede stradale in via Leonardo Sciascia (ex S.P. n° 6), con particolare riferimento al tratto interessato dallo sprofondamento tra la sede stradale in rilevato e la struttura del viadotto, mediante
interventi di MESSA IN PRISTINO DELL’EFFICIENZA STATICA del tratto stradale interessato dallo sprofondamento;
b) Quali provvedimenti concreti, con quali risorse finanziarie e con quali tempi certi intenda intervenire per la sistemazione definitiva del tratto stradale interessato, e perché gli impegni assunti in Consiglio Comunale negli ultimi quattro anni non sono stati ancora onorati;
c) Se sia a conoscenza delle gravi ripercussioni economiche e logistiche subite dalle imprese della zona a causa dell’utilizzo parziale delle aree adiacenti alle attività in zona insistenti:
d) Se intenda attivare forme di ristoro o di sostegno alle attività danneggiate dall’inerzia amministrativa;
e) Se non ritenga opportuno rendere pubblico, in forma trasparente, lo stato di attuazione di tutti gli impegni assunti in materia di manutenzione stradale negli ultimi quattro anni, specificando quali risorse del bilancio comunale, quali accordi quadro e quali fondi siano stati effettivamente stanziati, utilizzati o, eventualmente, non utilizzati per la
via Leonardo Sciascia;
f) Se ritiene necessario e ormai non più procrastinabile convocare, nell’immediato, un tavolo tecnico con i rappresentanti delle attività imprenditoriali interessate, i residenti del quartiere Bigini e i tecnici comunali, al fine di definire un cronoprogramma vincolante e certo per la conclusione dei lavori di ripristino.
Inoltre, il nostro gruppo consiliare di RIPRENDIAMOCI LA CITTA’
CHIEDE ALTRESÌ
che l’Amministrazione Comunale, in considerazione della gravità, dell’urgenza e del pericolo imminente che la situazione comporta, provveda nell’immediato e, comunque, non oltre trenta giorni dalla ricezione della presente, a:
porre in essere tutti gli atti propedeutici e le gare necessarie per l’immediato avvio dei lavori di ripristino della sede stradale in via Leonardo Sciascia;
presentare al Consiglio Comunale, entro trenta giorni, UN CRONOPROGRAMMA DETTAGLIATO E VINCOLANTE PER L’INIZIO E CONCLUSIONE DEI LAVORI, CON INDICAZIONE DELLE RISORSE IMPEGNATE E DELLE MODALITÀ DI ATTUAZIONE.
Il Gruppo Consiliare di “RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ”, rappresenta altresì, che in mancanza di concrete e visibili attività di ripristino nei termini sopra indicati, continuerà imperturbabile a controllare, a denunciare e a richiedere con ogni mezzo politico e istituzionale il citato ripristino, facendosi portavoce con slancio e determinazione dei cittadini residenti ormai delusi da tutto e da tutti, a seguito delle prese in giro da parte di chi amministra.
Ai sensi e per gli effetti del vigente Regolamento interno di funzionamento del Consiglio Comunale, si chiede che, oltre alla discussione in aula consiliare, sia data risposta per iscritto almeno due giorni prima della data stabilita per la trattazione.
La presente è inviata all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale, affinché, ai sensi del vigente regolamento comunale, venga posta in trattazione in occasione del primo consiglio comunale utile.
Il Consigliere Comunale – (Giampiero Modaffari)


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