Il crollo di una parte del muro di cinta del cimitero comunale e la riapertura della scuola Belvedere dimostrano che San Cataldo è una città completamente in autogestione. Più che da una Giunta sembra essere amministrata dal CDA di un’impresa edile di scarsa qualità, sempre pronta a ristrutturare dopo le crepe con delle soluzioni provvisorie e mai in grado di prevenire.
Il 7 Marzo abbiamo depositato l’ultima interrogazione sul cimitero in cui erano evidenziate criticità note a chiunque avesse messo un piede lì dentro. Alle nostre richieste l’Amministrazione aveva risposto con rassicurazioni confuse e generiche che, come tali, avevamo criticato invitando ad un ravvedimento con intervento puntuale. Oggi è evidente che quelle parole erano prive di seguito e che, dietro di esse, si celava l’ennesimo disinteresse verso la manutenzione e la sicurezza di un luogo essenziale per la comunità sancataldese.
Proprio per affrontare questa situazione, grazie alla nostra mediazione e a quella dei gruppi consiliari di opposizione, prima in Conferenza dei capigruppo e successivamente in Consiglio comunale, abbiamo chiesto e ottenuto lo stanziamento di maggiori risorse per la manutenzione del cimitero. Lavori che dovevano servire a prevenire e che ancora una volta serviranno a curare.
Abbiamo letto con stupore della “promessa mantenuta” alla scuola Belvedere. La promessa, irresponsabile, era quella di riaprire in 20 giorni una scuola che è stata invece chiusa per un anno creando disagi alle famiglie.
Con un’Amministrazione giunta rovinosamente al capolinea, non intendiamo soffiare su venti di rabbia e indignazione assolutamente comprensibili, anche perché sarebbe come sparare sulla croce rossa. Ma se il sindaco è stanco e non ritiene più di avere le energie necessarie per governare, dovrebbe prenderne atto e compiere una scelta conseguente. In caso contrario, ha il dovere di traghettare responsabilmente la città nei prossimi otto mesi, garantendo il normale funzionamento della macchina amministrativa, la sicurezza dei cittadini e i servizi essenziali. La campagna elettorale non può oscurare i problemi quotidiani né trasformarsi in un alibi per abbandonare i bisogni dei cittadini.
Partito Democratico – Circolo di San Cataldo
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