Ieri sera un’affollata assemblea ha trattato il tema dell’autonomia della Magistratura, rispetto alle ipotesi messe al voto con il prossimo referendum di marzo.
La sede dell’ Associazione Zolfatai e Agricoltori di San Cataldo ha ospitato molti cittadini, bramosi di conoscere nel profondo le tematiche in questione, per potere votare con piena consapevolezza, anziché farsi consumare da una campagna di informazione monca e ricca di inesattezze, se non di falsità.
Dopo i saluti posti dal sindaco di San Cataldo, il Presidente dell’associazione, Luigi Nocera, ha introdotto i lavori, sottolineando la necessità di fornire dati certi e inconfutabili ai cittadini elettori, andando a spulciare le realtà documentate, le reali previsioni degli articoli costituzionali proposti alla modifica.
“È necessario che i NO e i SI siano espressi dalla volontà autentica dell’elettore, non dall’effetto trascinamento conseguente a slogan o affermazioni demagogiche, talvolta inopportunamente espresse anche da alte cariche istituzionali.”
Uno degli ospiti, Gianfranco Cammarata, scrittore, ha voluto evidenziare come sia in atto una deformazione della volontà di gestire il potere, per la quale chi è stato eletto deve gestire anche gli altri poteri, in particolare quello della Magistratura, dell’Informazione e della Scuola.
” Questo pensiero negletto non sopporta opposizioni e ostacoli, per cui tende a voler dominare tutti gli altri poteri, asservendoli alla propria visione del mondo.”
L’altro ospite della serata, il magistrato in quiescenza Ottavio Sferlazza ha fatto ricorso alla sua lunga esperienza di magistrato per analizzare puntigliosamente tutte le questioni referendarie, con la competenza di chi le ha sperimentate nella diuturna opera professionale.
” Vi parlo nella doppia esperienza di magistrato requirente e di magistrato giudicante, possibilità che si vuole escludere e che invece ritengo positiva e formativa, avendola vissuta come tale.Inoltre sottolineo come l’autonomia della Magistratura sia un valore costituzionale da conservare integralmente, se si vuole uno stato autenticamente democratico.”
Il pubblico ha avuto grande spazio per esporre i propri dubbi e le proprie certezze e la serata si è conclusa con la generale soddisfazione di aver preso parte a un momento autenticamente informativo.
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