Nel panorama della sanità e della formazione universitaria siciliana si consolida un solco sempre più profondo tra la provincia di Enna e quella di Caltanissetta. Da un lato un territorio che corre e incassa risultati grazie a un’azione politica incisiva; dall’altro, un comprensorio che appare sprofondato nell’immobilismo e nel silenzio istituzionale.
Un milione di euro per il quarto Policlinico ennese
L’ennesima conferma di questo divario arriva dall’ultimo provvedimento della Regione Siciliana, presentato dal deputato Venezia (Pd), relativo al Fondo per gli investimenti territoriali (Art. 77, Comma 1). Con questa misura, la Regione ha autorizzato per l’esercizio finanziario 2026 uno stanziamento fondamentale di 1.000.000 di euro in favore dell’ASP di Enna.
I fondi sono stati erogati per dare attuazione all’articolo 41 della legge regionale 2/2023 e saranno destinati specificamente alla progettazione del quarto policlinico universitario di Enna, al rafforzamento del sistema della formazione medica e al potenziamento delle dotazioni tecnologiche dell’ospedale “Umberto I”. Un passo in avanti concreto che dota il territorio delle risorse necessarie per far decollare l’infrastruttura ospedaliera e accademica.
La spinta politica di Enna e il silenzio del Nisseno
Il finanziamento ottenuto dall’ASP di Enna testimonia la forte capacità di pressione e la reattività della deputazione regionale ennese, capace di incanalare risorse strategiche a beneficio della propria comunità.
Al contrario, sul versante nisseno la questione della sanità universitaria e delle grandi infrastrutture sanitarie sembra essere del tutto finita nel dimenticatoio.
Nonostante la provincia di Caltanissetta vanti una rappresentanza nutrita di deputati all’Assemblea Regionale Siciliana., espressione dell’area gelese, l’iniziativa politica stenta a farsi sentire.
L’assenza di un’azione coordinata e incisiva da parte dei rappresentanti nisseni lascia il territorio isolato di fronte alle sfide future, alimentando un diffuso senso di stallo e una preoccupante distanza tra le reali esigenze della comunità e l’agenda delle istituzioni provinciali.

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