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Sanità privata in Sicilia: Budget da mezzo miliardo, ma è scontro totale sui criteri

Last updated: 12/04/2026 7:37
By Redazione 53 Views 4 Min Read
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Approvato in anticipo il piano fondi per il 2026, 9 milioni in più rispetto all’anno precedente. Tuttavia, le associazioni di categoria insorgono contro i nuovi parametri di qualità e il mancato confronto con l’Assessorato.

Il via libera è arrivato con un anticipo record, ma la rapidità burocratica non è bastata a spegnere le polemiche.

Tutt’altro. Il decreto firmato dall’assessore alla Salute, Daniela Faraoni, che definisce il budget 2026 per i laboratori e gli ambulatori privati convenzionati della Sicilia, ha innescato una vera e propria rivolta nel settore.

Per la prima volta dopo anni, la Regione gioca d’anticipo, approvando ad aprile, anziché a fine anno, il provvedimento economico per l’annualità successiva.

Sul piatto ci sono 494 milioni di euro, circa 9 milioni in più rispetto al 2025.

La ripartizione dei fondi vede in prima linea il distretto di Palermo (149 milioni), seguito da comparti chiave a livello regionale:

  • Laboratori di analisi: 107 milioni di euro.
  • Nefrologia: 102 milioni di euro.
  • Medicina fisica: 66 milioni di euro.
  • Radiologia: 62 milioni di euro.

Nonostante l’incremento delle risorse, il clima è teso.

Il Cimest (l’intersindacale di categoria) ha già proclamato lo stato d’agitazione. Il coordinatore Salvatore Gibiino punta il dito su due fronti caldi:

1. Lo strappo istituzionale Le associazioni lamentano di essere state escluse dalla fase finale del processo. Dopo numerosi tavoli tecnici, il decreto sarebbe stato diffuso “a cose fatte”, senza un’ultima convocazione preventiva.

2. I criteri di qualità “distorti” Il cuore della protesta riguarda i parametri usati per assegnare i fondi, come la modernità delle apparecchiature, l’ampiezza dei locali e il numero dei dipendenti. Secondo i sindacati, la formulazione finale del decreto:

  • Penalizza chi investe: Il meccanismo paradossalmente colpirebbe le strutture che hanno puntato su tecnologia e personale.
  • Sminuisce le competenze: Viene contestata la parità di punteggio tra figure laureate (fisioterapisti) e profili con semplice abilitazione da corso (massofisioterapisti).

“Il provvedimento nasce male e rischia di produrre effetti devastanti sull’assistenza specialistica in Sicilia”, avverte il Cimest in una nota inviata ai vertici della Regione.

La partita non è ancora chiusa. Le sigle di categoria hanno chiesto e ottenuto un’audizione urgente in Sesta Commissione all’Ars per la prossima settimana.

L’obiettivo è chiaro: ottenere una revisione immediata del testo prima che gli effetti del decreto diventino irreversibili per la rete ambulatoriale territoriale.

Resta da capire se l’Assessorato di piazza Ziino aprirà a una mediazione o se confermerà la linea attuale, rivendicando il merito di aver messo in sicurezza i conti della sanità privata con largo anticipo sulla tabella di marcia.

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