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Servizi ambientali a Caltanissetta, i sindacati: “Sicurezza e dignità del lavoro non sono variabili subordinate alla produttività”

Last updated: 29/04/2026 18:15
By Redazione 159 Views 6 Min Read
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Le segreterie provinciali FIT CISL, UIL Trasporti e FIADEL intervengono sul tema della sicurezza nel settore dei servizi ambientali, definito “uno dei comparti più esposti, complessi e strategici per la sostenibilità urbana”.

“Oggi, ci troviamo a dover affrontare una questione cruciale per la qualità del lavoro, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e la tenuta del patto sociale nel nostro Paese. Il tema che poniamo all’attenzione è di fondamentale importanza: la sicurezza nel settore dei servizi ambientali”, dichiarano le segreterie provinciali FIT CISL Antonio Stagno, UIL Trasporti Filippo Manuella e FIADEL Vincenzo Lo Re.

“Ogni giorno – proseguono – il settore dei servizi ambientali garantisce condizioni di vita dignitose nelle nostre città, ma troppo spesso lo fa in condizioni di rischio inaccettabili.

I dati nazionali parlano chiaro: l’incidenza di infortuni gravi e mortali è allarmante, insieme a un aumento significativo delle malattie professionali, in particolare quelle muscolo-scheletriche e degenerative.

La crescente riduzione dell’idoneità lavorativa nel corso della vita professionale è legata a carichi e organizzazioni del lavoro non sostenibili”.

Secondo le organizzazioni sindacali, “questa situazione non è casuale, ma il risultato di modelli produttivi orientati alla massima efficienza, uniti a un’organizzazione del lavoro inadeguata e a strumenti contrattuali che non hanno ancora sviluppato una capacità strutturale di governo del rischio.

In particolare, il modello del lavoro in mono-operatore si rivela critico: il lavoratore è costretto a condurre il mezzo, svolgere attività di raccolta e gestire attrezzature complesse in contesti urbani ad alta intensità di traffico.

Questo comporta un aumento esponenziale del rischio infortunistico, un sovraccarico fisico e cognitivo e una compressione inaccettabile dei tempi di sicurezza a favore della produttività. Le condizioni operative spesso portano a violazioni sistemiche delle norme sulla sicurezza stradale, non come responsabilità individuali, ma come effetto diretto di un’organizzazione del lavoro che scarica il rischio sull’ultimo anello della catena”.

Un altro nodo evidenziato riguarda la formazione: “Spesso ridotta a un mero adempimento formale, essa non garantisce un reale trasferimento di competenze. È necessario sviluppare percorsi formativi continui, aggiornati e integrati tra teoria e pratica. La formazione deve diventare una leva di consapevolezza e crescita professionale, non un semplice passaggio burocratico”.

Le segreterie provinciali sottolineano inoltre la necessità di affrontare il tema della sostenibilità del lavoro nel lungo periodo: “Il progressivo deterioramento delle condizioni fisiche dei lavoratori richiede una revisione dei carichi di lavoro, la rotazione delle mansioni, l’introduzione di tecnologie che riducano lo sforzo fisico e percorsi strutturati di tutela e ricollocazione per chi perde parzialmente l’idoneità”.

“Infine – proseguono – è essenziale riportare al centro del dibattito pubblico il costo sociale della mancata prevenzione. Quando la sicurezza non è garantita, il costo viene trasferito dalla sfera produttiva a quella collettiva: aumentano gli oneri per il sistema sanitario e previdenziale, crescono le difficoltà economiche per le famiglie e si riduce la produttività complessiva. Questo modello non è più sostenibile”.

Per FIT CISL, UIL Trasporti e FIADEL, “la contrattazione collettiva deve assumere un ruolo più incisivo e trasformativo. Il contratto collettivo nazionale deve definire standard minimi avanzati e non derogabili in materia di sicurezza, mentre la contrattazione aziendale deve diventare il luogo in cui si governano concretamente i modelli organizzativi, si riducono i rischi e si costruiscono condizioni di lavoro realmente sostenibili”.

“Come organizzazioni sindacali, ribadiamo con forza che sicurezza e dignità del lavoro non sono variabili subordinate alla produttività, ma diritti fondamentali e condizioni imprescindibili per uno sviluppo equo e sostenibile del settore e dell’intero Paese”, concludono le segreterie provinciali FIT CISL Antonio Stagno, UIL Trasporti Filippo Manuella e FIADEL Vincenzo Lo Re.

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