Insieme agli altri componenti dell’Autorità, Scorza è indagato per peculato e corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta nata dopo alcuni servizi di Report
Una scossa profonda colpisce il vertice dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Guido Scorza, componente del Collegio del Garante dal 2020, ha rassegnato oggi le proprie dimissioni dall’incarico. ”Ho deciso di fare un passo indietro nell’interesse del garante della Privacy”, ha scritto su Instagram annunciando un video per spiegare le ragioni della scelta. L’annuncio segna un punto di rottura rispetto alla linea di resistenza tenuta finora dagli altri vertici dell’Authority.
Il contesto dell’inchiesta
La decisione di Scorza giunge nel pieno di una bufera giudiziaria che vede coinvolto l’intero Collegio del Garante — composto anche dal presidente Pasquale Stanzione, dalla vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e da Agostino Ghiglia — indagato dalla Procura di Roma per i reati di corruzione e peculato. L’indagine, scaturita anche da recenti inchieste giornalistiche (in particolare della trasmissione Report), riguarda presunte irregolarità nella gestione dei
Nell’indagine, sotto la lente degli inquirenti sono finite:
Spese di rappresentanza: Rimborsi per viaggi in business class, soggiorni in hotel di lusso e cene, che avrebbero fatto lievitare i costi istituzionali dai circa 850 mila euro del 2021 agli oltre 1,2 milioni del 2024.
Conflitti di interesse: Sospetti su consulenze e rapporti tra i membri del Collegio e studi legali o aziende private (come il caso delle mancate sanzioni a Meta per gli smart glasses).
Gestione interna: Accuse riguardanti tentativi di monitoraggio illecito dei dipendenti e accessi abusivi ai sistemi informatici.
Le motivazioni di Scorza
Fino a ieri, Scorza aveva difeso il proprio operato, dichiarando in un’intervista a Repubblica la volontà di restare in carica per “rispetto della magistratura” e fiducia nella propria estraneità ai fatti. Tuttavia, nel messaggio di oggi, l’avvocato ha spiegato che le dimissioni sono diventate un atto necessario per tutelare l’indipendenza e l’autorevolezza dell’istituzione, ormai compromesse dal peso dell’inchiesta.
Scorza non si è limitato a lasciare il proprio posto, ma ha rivolto un invito esplicito agli altri tre componenti del Collegio affinché seguano il suo esempio, parlando di un “gesto di responsabilità” inevitabile per consentire all’Autorità di ripartire con una nuova guida al di sopra di ogni sospetto.
Il post su X, il giorno prima delle dimissioni

Guido Scorza, Componente del Garante per la Protezione dei Dati Personali
Fonte RaiNews.it
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