Dalla mezzanotte di oggi l’autotrasporto siciliano incrocia le braccia per 5 giorni. Unatras attacca: “Governo assente e committenza irresponsabile”. Venerdì la decisione sul fermo in tutta Italia.
Il settore dell’autotrasporto è una polveriera pronta a esplodere. Mentre la Sicilia si prepara a un blocco totale di cinque giorni che minaccia di svuotare i supermercati, a livello nazionale il clima è di massima tensione. Il coordinamento Unatras non usa giri di parole: il governo è “superficiale” e la committenza “irresponsabile”.
Sicilia: porti blindati e GDO a secco
Dalla mezzanotte di stasera, i camionisti siciliani guidati da Salvatore Bella daranno il via a una protesta che punta a paralizzare l’isola. Le previsioni parlano di un’adesione del 90% tra le aziende del trasporto intermodale.
- Il blocco: Congelate le operazioni di carico e scarico semirimorchi in tutti i porti siciliani.
- L’obiettivo: Colpire la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) per dimostrare quanto il trasporto su gomma sia vitale per la sopravvivenza dei consumi alimentari.
- Le richieste: Garanzie scritte sugli incentivi per l’intermodalità, criteri chiari sul Sea Modal Shift e interventi immediati contro il caro-imbarchi, lievitato a causa del gasolio e delle nuove tasse ambientali (ETS).
Il “giallo” del credito d’imposta
Al centro della contesa nazionale c’è il decreto sul credito d’imposta, promesso dal Consiglio dei Ministri lo scorso 19 marzo ma mai materializzatosi. Il problema è tecnico ma dai risvolti politici pesanti: la trattativa con Bruxelles sugli aiuti di Stato sembra ferma.
Mentre il Ministero delle Imprese (Mimit) dichiara di aver già agito, le associazioni denunciano il nulla di fatto. Nel frattempo, i rapporti tra i ministeri appaiono gelidi: con un Giancarlo Giorgetti (Economia) poco propenso a sbloccare fondi e un Matteo Salvini (Mit) accusato di guardare già ad altre poltrone, gli autotrasportatori si sentono abbandonati.
Verso il blocco nazionale: la data chiave
Le assemblee di Unatras tenutesi in cento piazze italiane hanno dato un verdetto unanime: la categoria vuole il fermo.
“La committenza sfrutta le difficoltà per aumentare i profitti, mentre il Governo non attiva nemmeno un tavolo di confronto,” si legge in una nota durissima del coordinamento presieduto da Paolo Uggè.
La data da segnare sul calendario è venerdì 17 aprile. In quell’occasione, il Comitato esecutivo nazionale di Unatras ratificherà la decisione definitiva: se non arriveranno segnali concreti da Roma, il blocco dei trasporti si estenderà dalle coste siciliane a tutto il territorio nazionale, con conseguenze imprevedibili per l’approvvigionamento del Paese.
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