Palermo, 14/07/2026. «Sono la prima firmataria del disegno di legge sulla sicurezza che il Movimento 5 Stelle ha depositato all’Assemblea regionale siciliana nell’aprile del 2024 e oggi più che mai sono convinta che questo tema non possa essere affrontato con proclami urlati o ricette improvvisate. Il governo Meloni ha costruito gran parte della propria narrazione sulla promessa di una maggiore repressione, ma anche quella promessa è rimasta tale: non si è registrato un significativo rafforzamento delle forze dell’ordine per il controllo dei territori. Il governo Schifani, dal canto suo, pur potendo intervenire sugli strumenti di prevenzione e di supporto ai Comuni, è rimasto sostanzialmente immobile».
Lo dichiara la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo.
«Le cronache – dice Campo – raccontano ogni giorno episodi di violenza, furti, spaccate, bullismo, e reati sempre più frequenti. Di fronte a questo scenario servono organizzazione, coordinamento e risorse, non annunci».
Il disegno di legge, redatto grazie ai suggerimenti e al contributo del Mosis (Movimento Sindacale Sicurezza) punta a rafforzare i Patti per la sicurezza, gli accordi tra Prefetture e Comuni che consentono di programmare interventi di controllo del territorio, videosorveglianza e prevenzione. La proposta prevede che la Regione Siciliana contribuisca al loro finanziamento, affiancando le risorse statali e offrendo ai Comuni strumenti concreti per migliorare la sicurezza urbana.
«Non chiediamo – afferma la deputata – nuove competenze per la Regione, ma che utilizzi fino in fondo quelle che già possiede per sostenere gli enti locali e rendere più efficace il lavoro di Prefetture e forze dell’ordine. È gravissimo che, il presidente della Prima Commissione dell’Ars non abbia mai nemmeno calendarizzato il nostro disegno di legge. Lo faccia al più presto. Da oltre due anni questa proposta è ferma in un cassetto. È il paradosso di una destra che parla continuamente di sicurezza, ma che quando ha l’occasione di discutere e approvare una misura concreta sceglie di non farlo».
«Il governo Schifani e la maggioranza di centrodestra – conclude Campo – avrebbero avuto la possibilità di dare un contributo concreto alla sicurezza dei territori sostenendo questo provvedimento. Hanno invece scelto di ignorarlo completamente. Se davvero la sicurezza fosse una priorità, il nostro disegno di legge non sarebbe rimasto fermo per oltre due anni. Anche questa inerzia ha un peso politico preciso, del quale il governo regionale dovrà assumersi la responsabilità davanti ai siciliani».

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