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SINALP Sicilia: L’emergenza “HARRY” e il silenzio che uccide la ricostruzione

Last updated: 24/01/2026 19:04
By Redazione 63 Views 7 Min Read
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Il SINALP Sicilia esprime la propria piena solidarietà a tutte le popolazioni siciliane colpite in questi ultimi giorni dalla devastante furia dell’uragano Harry.

Le sedi territoriali del sindacato, presenti in tutta la Regione, sono a disposizione di cittadini, lavoratori e imprese che hanno subito danni e che necessitano di assistenza e rappresentanza per avviare un reale e concreto processo di ricostruzione del territorio distrutto.

Nel monitorare la drammatica fase post-emergenziale, il SINALP Sicilia denuncia con forza il gravissimo stato di abbandono istituzionale e mediatico in cui versano le popolazioni colpite in Sicilia, Sardegna e Calabria.

Ancora una volta, di fronte a una calamità naturale di proporzioni straordinarie, si ripropone una evidente e inaccettabile disparità di trattamento tra il Nord e il Sud del Paese.

È ormai sotto gli occhi di tutti come il “sistema Paese” reagisca alle emergenze con velocità, intensità e risorse profondamente diverse a seconda della latitudine in cui si verifica l’evento catastrofico. Una differenza che non è casuale, ma strutturale.

FattoreEmergenze Nord ItaliaEmergenza Harry – Sicilia/Sud
Copertura mediaticaDirette continue 24 ore su 24, inviati stabili per settimane, servizi di approfondimento.Breve picco iniziale e scomparsa dai TG nazionali dopo 48 ore.
Presenza politicaPasserelle ministeriali costanti, annunci immediati di decreti “ad hoc”.Visite istituzionali fugaci, quasi esclusivamente locali, seguite dal silenzio.
Narrazione pubblicaRacconto della “comunità che reagisce” e dello Stato che interviene.Narrazione fatalità tipica del Sud, dell’emergenza cronica e della rassegnazione.
Priorità istituzionaliTema centrale nelle agende di Governo e Parlamento.Questione relegata a livello regionale e delegata alla sola Protezione Civile.

Come segnalano amaramente i territori colpiti, l’uscita dalle prime pagine non è solo un fatto mediatico, ma profondamente politico.

Quando i riflettori su un evento catastrofico si spengono le ordinanze rallentano, i tempi burocratici si dilatano, le risorse promesse si riducono o diventano insufficienti, e le stime dei danni vengono progressivamente ridimensionate fino all’annullamento di fatto.

Il risultato è che infrastrutture strategiche restano interrotte per anni e ciò che al Nord viene classificato come “intervento prioritario e urgente” diventa, in Sicilia, una deviazione “provvisoria” destinata a durare nel tempo, dichiarano i responsabili SINALP del comparto Enti Locali Antonio Aserio e Gaetano Bonura.

Non possiamo dimenticare, con tutto il massimo rispetto per le vittime e i territori colpiti, la rapidità, la forza politica e la pressione mediatica messe in campo per la tragedia del Ponte Morandi o per le ripetute alluvioni emiliane, queste si causate da una pervicace mancata manutenzione del territorio.

In Sicilia, a parità di dolore e distruzione, si registra invece una lentezza che rasenta l’indifferenza istituzionale.

Il Segretario Regionale del SINALP Sicilia, Dr. Andrea Monteleone, sottolinea «La rapida scomparsa dell’emergenza Harry dai TG nazionali che non è solo una mancanza di rispetto per le vittime e per chi ha perso tutto, ma è una strategia del silenzio che consente alla politica di spostare altrove le priorità, lasciando le ferite della Sicilia aperte e impossibili da rimarginare.»

Ci auguriamo che i rappresentanti politici siciliani, al di là delle appartenenze partitiche, trovino finalmente unità nel rivendicare almeno uguale trattamento rispetto al resto d’Italia.

I siciliani si sono già rimboccati le maniche per ripristinare il proprio territorio devastato, anche senza il supporto di enti statali o grandi reti di volontariato nazionali.

Se la solidarietà organizzata tarda ad arrivare, chiediamo almeno che lo Stato italiano non dimentichi di investire anche in Sicilia, sbloccando progetti e cantieri fermi da anni per ragioni esclusivamente politico-burocratiche, ponte di Messina incluso, la Sicilia ha bisogno di lavoro, non di “pacche sulle spalle”, che fine hanno fatto i progetti per la realizzazione dei frangiflutti da posizionale al largo delle coste siciliane?

Il SINALP Sicilia non accetta che la ricostruzione di case, imprese e dignità professionale dei lavoratori siciliani venga trattata come una questione secondaria.

Chiediamo pari dignità nella distribuzione delle risorse, con stanziamenti immediati, certi e adeguati, parametrati sui modelli già applicati per le alluvioni del Nord Italia.

Chiediamo inoltre l’istituzione urgente di un tavolo di monitoraggio permanente, con il coinvolgimento delle parti sociali, affinché le ordinanze non restino sulla carta. Rivolgiamo infine un appello ai Media e, in particolare, al servizio pubblico radiotelevisivo: non spegnete i riflettori sulla Sicilia proprio ora, quando inizia la fase più delicata della ricostruzione.

La Sicilia non è sola, ma è stata lasciata sola.

Il SINALP sarà in prima linea per impedire che la polvere dell’indifferenza copra il fango lasciato da Harry.

La Segreteria Regionale SINALP Sicilia

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