A poche ore dalla conclusione dell’iniziativa, arriva il personale ringraziamento di Flavio Di Tavi, promotore del progetto, che ha voluto rivolgere un pensiero a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’incontro e a quelle che hanno scelto di esserci.
«Voglio dire semplicemente grazie – afferma Di Tavi – a tutte le persone che hanno partecipato, a chi mi ha aiutato durante i lavori del convegno e a chi ha creduto in questa iniziativa. Per me non è stata una semplice manifestazione. È stato un momento importante, costruito con tanta emozione, tanta fatica e soprattutto con la voglia di portare la voce delle persone con disabilità davanti alle istituzioni».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai deputati regionali presenti, per aver partecipato e ascoltato le testimonianze e le problematiche affrontate durante il dibattito.
Di Tavi ha poi voluto ringraziare le istituzioni di Sommatino, a partire dalla Commissaria straordinaria del Comune di Sommatino, per la presenza, la disponibilità e gli impegni assunti nel corso dell’incontro.
«La ringrazio personalmente – sottolinea Di Tavi – perché esserci e ascoltare è importante. Ma adesso mi auguro che ciò che è stato detto possa trasformarsi in qualcosa di concreto».
Un pensiero è stato rivolto anche alla Presidente del Consiglio comunale Rosalba Sanfilippo, ai consiglieri comunali Angela Cocita e Gioacchino Mulone, all’Arciprete Don Domenico Lipani, che ha messo a disposizione la Domus Misericordiae, e a tutte le persone che hanno partecipato ai lavori.
«Grazie davvero a tutti voi. La vostra presenza per me ha avuto un valore enorme. Ringrazio anche la moderatrice per il modo in cui ha saputo condurre il convegno, dando spazio alle diverse voci e affrontando anche i momenti di confronto più accesi».
Durante l’incontro sono state affrontate diverse questioni legate alla disabilità, alle barriere e ai diritti ancora oggi negati. Non sono mancati momenti di forte emozione, testimonianze personali e un confronto diretto con le istituzioni.
Ma per Di Tavi il convegno non rappresenta un punto di arrivo.
«Adesso arriva la parte più importante: passare dalle parole ai fatti», afferma.
«Gli impegni presi durante il convegno non devono rimanere soltanto parole. Io continuerò a chiedere risposte concrete, tempi certi e interventi reali. Una persona con disabilità non vive di promesse: ha bisogno di servizi che funzionano, di accessibilità, di abbattimento delle barriere e di diritti realmente rispettati».
L’appello alle istituzioni è quindi diretto.
«Non chiediamo favori. Chiediamo diritti. E oggi, dopo aver ascoltato gli impegni presi, aspettiamo che quegli impegni diventino fatti concreti. Non voglio che questo convegno finisca con gli applausi. Voglio che da questo convegno inizino le azioni».
Di Tavi guarda quindi già al futuro.
«Questo è soltanto l’inizio. Continuerò a parlare, a denunciare ciò che non funziona e a battermi per tutte quelle persone che troppo spesso non vengono ascoltate. La mia voce continuerà a esserci».
E conclude con un messaggio che racchiude il senso dell’iniziativa:
«Le parole possono emozionare, ma sono i fatti che cambiano davvero la vita delle persone. E adesso noi aspettiamo i fatti».
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