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Sos Rottamazione-quinquies in Sicilia: 2,5 milioni di cittadini esclusi dal beneficio

Last updated: 05/02/2026 10:13
By Redazione 91 Views 4 Min Read
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Il grido d’allarme arriva dalla Commissione Affari Istituzionali dell’Ars e dall’Anci: “Norma monca. Chi ha debiti con i Comuni gestiti dall’Agenzia dell’Entrate non può accedere agli sconti. Serve un intervento nel Milleproroghe.”

Un paradosso normativo rischia di trasformare la Rottamazione-quinquies in un miraggio per milioni di siciliani. Secondo le stime di Ignazio Abbate, presidente della Commissione Affari Istituzionali dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars), circa 2,5 milioni di cittadini nell’isola resterebbero tagliati fuori dalla definizione agevolata delle cartelle esattoriali per quanto riguarda i tributi locali.

Il problema nasce da un “buco” legislativo nella finanziaria del Governo Meloni. Attualmente, chi ha debiti erariali verso lo Stato può beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi.

Al contrario, chi deve regolarizzare la propria posizione con i Comuni per IMU, TARI o multe stradali si trova davanti a un muro, specialmente se l’ente locale ha affidato la riscossione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

“Assistiamo a un paradosso inaccettabile,” ha dichiarato Abbate al termine dell’audizione con i vertici di Anci Sicilia. “Chi deve soldi allo Stato viene agevolato, chi li deve al Comune, e magari ha cartelle ‘miste’ resta bloccato.”

L’esclusione non colpisce solo le tasche già provate dei contribuenti, ma danneggia anche le casse municipali.

Senza l’incentivo della rottamazione, molti cittadini rinunciano al pagamento, impedendo ai Comuni di recuperare crediti vecchi che potrebbero essere reinvestiti in servizi essenziali.

Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia, hanno sottolineato come l’attuale quadro legislativo crei una disparità di trattamento ingiustificata, aggravata dalle recenti difficoltà economiche legate anche ai danni del maltempo nell’isola.

Per uscire da questo “circolo vizioso”, la Commissione e l’Anci hanno tracciato una strategia su due fronti.

Spingere i Comuni che gestiscono la riscossione in modo diretto (senza AdER) ad aderire autonomamente alla rottamazione.

Chiedere al Governo Meloni un emendamento specifico nel Decreto Milleproroghe per includere i carichi affidati ad AdER dagli enti locali.

L’obiettivo è ottenere una modifica urgente prima della scadenza del 30 aprile. “Chiederemo formalmente un intervento attraverso il Presidente della Regione e l’Assessore competente,” conclude Abbate.

“Sbloccare queste posizioni significa dare ossigeno a famiglie e imprese e permettere ai Comuni di incassare somme vitali per la collettività.”

Il problema sollevato dall’Ars resta però di natura nazionale. Attualmente, chi ha debiti verso lo Stato può accedere a sconti su sanzioni e interessi, mentre chi ha pendenze con i Comuni gestite tramite AdER rischia di rimanere al palo.

Per risolvere l’impasse, Commissione e Anci hanno individuato due strade obbligate:

A livello locale: Promuovere l’adesione dei Comuni per i tributi di propria competenza.

A livello nazionale: Fare pressione sul Governo per inserire una norma correttiva nel Decreto Milleproroghe che includa i carichi affidati ad AdER dagli enti locali.

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