Nuova e forte accelerazione per l’inflazione in Italia. Secondo le stime preliminari pubblicate dall’Istat, a ottobre 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un incremento del +0,9% su base mensile e fa registrare un vero e proprio balzo su base annua, portandosi al +5,4% (rispetto al +4,2% del mese precedente).
Una ripresa della corsa dei prezzi che pesa direttamente sulle tasche dei consumatori, incidendo pesantemente sui bilanci familiari tra bollette, rifornimenti di carburante e spese quotidiane.
I settori chiave: spingono energia e alimentari freschi
Ad alimentare questa fiammata inflazionistica sono principalmente le tensioni sul comparto energetico e sui generi alimentari di prima necessità:
- Energia alle stelle: I prodotti energetici regolamentati registrano un’impennata tendenziale dal +25,8% al +59,5%, mentre quelli non regolamentati passano dal +22,5% al +29,4%. Su base congiunturale (rispetto a settembre), gli energetici regolamentati segnano un +18,8% e quelli non regolamentati un +4,9%.
- Spesa quotidiana e alimentari: I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano portandosi dal +1,5% al +2,5%. Ancora più marcata la corsa dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, che balzano dal +5,2% al +5,8%.
- Alimentari non lavorati e trasporti: Gli alimentari non lavorati accelerano dal +5,5% al +7,5%, mentre i servizi legati ai trasporti passano dall’1,6% al +3,1%. In controtendenza si muovono invece gli alimentari lavorati, che registrano una lieve flessione tendenziale (da -0,6% a -0,2%).
Gli indicatori di fondo e gli altri indici
- L’inflazione di fondo (core inflation, calcolata al netto di energetici e alimentari freschi) sale dall’1,6% al 2%.
- La componente al netto dei soli beni energetici passa dal 2% al 2,5%.
- I beni registrano un’accelerazione marcata, passando dal +5,4% al +7,5%, mentre la crescita dei servizi risulta più contenuta (dal +2,6% al +2,9%), portando il differenziale tra servizi e beni a -4,6 punti percentuali.
- Sul fronte europeo, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) segna un incremento del +1,2% su base mensile e del +5,6% su base annua (in netta crescita rispetto al +4,2% di settembre). L’inflazione acquisita per l’intero 2026 si attesta attualmente al +3,4% per l’indice generale e al +1,9% per la componente di fondo.
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