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“Stiamo arrivando”… ma ai numeri indicati non risponde nessuno: il mistero e i silenzi tattici sulla piscina comunale di Caltanissetta

By Sergio Cirlinci 223 Views 5 Min Read
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“Stiamo arrivando”. Con questo slogan ad effetto e un video promozionale d’impatto pubblicato sulla propria pagina Facebook, la Kiran Club Caltanissetta ha riacceso i riflettori sulla tanto agognata riapertura della piscina comunale.

Un annuncio che avrebbe dovuto rassicurare gli animi e che invece, paradossalmente, ha scatenato una pioggia di segnalazioni alla nostra redazione da parte di cittadini disorientati.

Il motivo è semplice un cortocircuito comunicativo che sa tanto di beffa.

Subito dopo la pubblicazione del video, tantissimi nisseni si sono illusi di poter ricevere risposte concrete e hanno provato a contattare la struttura per avere informazioni su abbonamenti, corsi e, soprattutto, sulla data effettiva di inizio delle attività.

La risposta è stata il silenzio assoluto. Molti lettori ci hanno segnalato l’impossibilità di mettersi in contatto con i gestori sia tramite numero fisso che cellulare.

Per dovere di cronaca e per verificare la veridicità di quanto riferitoci, abbiamo voluto testare personalmente la situazione, effettuando diverse chiamate in momenti differenti, sia ieri che sino a pochi minuti fa.

Il risultato rispecchia al 100% le lamentele dei cittadini.

Al telefono fisso risponde una voce registrata con il classico messaggio che ripete “il cliente chiamato non può rispondere in questo momento”, mentre al cellulare, dopo una manciata di squilli a vuoto, scatta inesorabilmente la segreteria telefonica.

A questo punto le ipotesi rimangono due.

O le linee sono state letteralmente intasate dall’entusiasmo della cittadinanza, oppure dall’altra parte della cornetta non c’è semplicemente anima viva.

Da giorni questa testata solleva legittimi dubbi sui tempi reali della ripartenza, ricevendo critiche da qualche fan, ma nessuna replica dalle parti interessate.

Qualcuno ha ipotizzato che il video social sia stato solo un diversivo, un abile specchietto per le allodole lanciato per distogliere l’attenzione dai nostri articoli, cercando di smentirli dando anche una parvenza di attività.

Eppure, guardando attentamente la clip, emerge lo stesso identico problema del passato, manca una data certa. Si annuncia un ritorno in grande stile, ma si nasconde il giorno sul calendario.

Al di là delle supposizioni, i cittadini si sentono “leggermente” presi in giro. E ne hanno ben dritto, soprattutto se si guarda alle cifre e agli impegni istituzionali che gravano sulle spalle della collettività.

Qui la faccenda si fa seria, perché la piscina comunale non è un regalo privato, ma una questione di soldi pubblici. Parliamo di un patto di transazione tra il Comune, ovvero noi cittadini che paghiamo le tasse, e la ditta per un totale di ben 700mila euro, di cui 400mila sono già stati “profumatamente” versati.

Se da un lato la ditta si trincera dietro clip emozionali e telefoni silenziosi, dall’altro assistiamo allo spettacolo imbarazzante della nostra politica.

Che cosa fa la politica locale in questo momento? Il nulla più assoluto.

Fa sorridere, per non dire indignare, ricordare come fino a poco tempo fa i nostri amministratori urlassero ai quattro venti che la piscina avrebbe riaperto il 2 maggio.

Si riempivano la bocca di slogan, sbandierando ai quattro venti il grande successo di aver ridato alla città in soli due anni quello che altri non erano riusciti a fare in cinque.

Erano campioni mondiali di propaganda a mezzo stampa. Oggi che la scadenza è passata e i telefoni squillano a vuoto, quegli stessi politici sono improvvisamente diventati sordi, muti e invisibili.

Quel trionfalismo si è sciolto come neve al sole, sostituito da un silenzio tattico e, non si offenda nessuno, codardo.

È tempo che chi di competenza, tra palazzo del Carmine e la gestione della struttura, esca dal letargo e si assuma la responsabilità davanti alla città.

Basta con i giochetti mediatici basta con i video utili solo a raccogliere qualche “like” su Facebook.

I nisseni sono stanchi di essere trattati come bambini sciocchi a cui si compra il lecca-lecca per farli stare buoni.

La pazienza è finita. Caltanissetta vuole risposte trasparenti, ma soprattutto vuole che quella “maledetta” piscina venga aperta davvero o quantomeno si dica come stanno realmente le cose. Ad Maiora

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