Il Carroccio pressing sul Governo e deposita una risoluzione alla Camera per estendere l’operazione. Proposta la copertura economica con un prelievo sui profitti bancari.
L’operazione “Strade Sicure” torna a far discutere la maggioranza di governo e a riaccendere il dibattito politico sulla sicurezza nelle città. La Lega ha ufficialmente depositato una risoluzione parlamentare — attesa al voto nei prossimi giorni — con la quale chiede un immediato potenziamento del contingente militare, portando il numero complessivo degli uomini e delle donne in divisa impiegati nelle strade italiane a 10.000 unità.
La mappa dei controlli e i capoluoghi scoperti
Secondo i dati forniti dal partito di Matteo Salvini, l’attuale dispositivo comprende circa 6.800 militari, lasciando ancora scoperte ampie porzioni del territorio nazionale. In particolare, sarebbero ben 61 i capoluoghi di provincia privi di un presidio armato fisso o dinamico.
L’obiettivo della risoluzione è estendere i pattugliamenti e il controllo a piazze, stazioni ferroviarie, zone di frontiera e obiettivi sensibili, incrementando la percezione di sicurezza dei cittadini e fornendo un supporto concreto alle forze dell’ordine.
«Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta che può essere operativa fin dai prossimi giorni», si legge in una nota del Carroccio.
Il nodo risorse: «I fondi dai profitti delle banche»
Il costo stimato per l’ampliamento dell’operazione è di circa 109 milioni di euro all’anno. Per la copertura economica, la Lega torna a proporre un’idea avanzata più volte in passato: l’utilizzo di una minima quota dei profitti accumulati dagli istituti di credito. Secondo il Carroccio, la spesa annua necessaria per l’operazione corrisponderebbe a quanti guadagnato da un grande gruppo bancario in soli tre giorni di attività.
Confronto interno alla maggioranza
La mossa della Lega riapre il confronto all’interno del centrodestra e con il Ministero della Difesa. Se da un lato il Carroccio spinge per un presidio capillare dell’Esercito nelle città, dall’altro emergono valutazioni sull’opportunità di bilanciare la presenza delle forze armate con il potenziamento strutturato delle forze di polizia tradizionali e il reintegro dei canali ordinari di sicurezza pubblica.
L’esame del testo è atteso in Commissione Difesa alla Camera, dove i gruppi di maggioranza cercheranno una sintesi e un eventuale testo di compromesso prima del passaggio in aula.
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