Caltanissetta 401
  • Home
  • Cronaca
    • Cronaca Internazionale
  • Politica locale
    • Politica
  • Rassegna stampa
    • Economia e Finanza
    • Riflessioni
    • Riceviamo e pubblichiamo
  • Cultura ed Eventi
    • Concorsi
    • Scuola
    • Tecnologia
  • Sport
  • Altro
    • Dalla provincia e dintorni
    • Ricette tipiche
    • Salute & Benessere
    • Meteo
Reading: Stretto di Hormuz, la trappola dei pedaggi: la sfida dell’Iran che spiazza Trump
  • Seguici
Font ResizerAa
Caltanissetta 401Caltanissetta 401
Cerca
  • Home
  • Chi siamo
  • News
    • Cronaca
    • Politica locale
    • Cultura ed Eventi
    • Sport
    • Rassegna stampa
    • Salute & Benessere
    • Riceviamo e pubblichiamo
    • Dalla provincia e dintorni
Follow US
© Caltanissetta401 | Realizzato da Creative Agency
Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Cronaca Internazionale > Stretto di Hormuz, la trappola dei pedaggi: la sfida dell’Iran che spiazza Trump
Cronaca InternazionalePolitica

Stretto di Hormuz, la trappola dei pedaggi: la sfida dell’Iran che spiazza Trump

Autore: Redazione Visualizzazioni: 160 Tempo di lettura: 4 Pubblicato il: 08/08/2026
Share
epa12194514 Ships in the Strait of Hormuz as seen from Khasab, Musandam Governorate, Oman, 24 June 2025. The Iranian parliament approved a measure to close the Strait of Hormuz following US strikes on three of Iran's key nuclear sites on 22 June 2025. Israel and Iran have been exchanging fire since Israel launched strikes across Iran on 13 June 2025. EPA/ALI HAIDER
SHARE

Teheran e Muscat trattano la riorganizzazione del traffico nel Golfo Persico. Con l’introduzione di tariffe sui carichi, l’Iran potrebbe incassare fino a 100 miliardi di dollari all’anno. Washington resta in stallo tra l’esigenza di una tregua e il rischio di un precedente pericoloso.

Contents
Il nuovo assetto del canale e il nodo delle tariffeIl dilemma della Casa Bianca e la clausola sui “Paesi ostili”Incertezza ai vertici di Teheran: il rebus Mojtaba KhameneiLa risposta della regione: nasce l’asse Arabia Saudita-Pakistan-Turchia

Il nuovo assetto del canale e il nodo delle tariffe

Il futuro dello Stretto di Hormuz — il punto di snodo energetico più strategico del pianeta — rischia di trasformarsi in un vero e proprio rompicapo per l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. Secondo le indiscrezioni sui negoziati in corso tra Iran e Oman, l’intesa in fase di definizione prevede un’inedita divisione dei flussi marittimi: le navi dirette verso l’interno del Golfo Persico navigheranno nelle acque territoriali iraniane, mentre quelle in uscita transiteranno per le acque omanite.

Ma è la clausola economica a far tremare i mercati e le diplomazie occidentali. Teheran intende introdurre un pedaggio obbligatorio sul transito navale, motivato ufficialmente dalla necessità di coprire i costi per la sicurezza marittima, la protezione ambientale e le coperture assicurative.

La richiesta iraniana prevede un’aliquota compresa tra il 5% e il 7% del valore del carico, mentre l’Oman spinge per una quota più contenuta intorno al 3%. Se l’ipotesi più alta dovesse concretizzarsi, Teheran si assicurerebbe un’entrata monstre fino a 100 miliardi di dollari all’anno, una rendita di posizione senza precedenti che altererebbe radicalmente gli equilibri post-bellici.

Il dilemma della Casa Bianca e la clausola sui “Paesi ostili”

Per Washington la situazione rappresenta un complesso dilemma strategico. Da un lato, il perfezionamento dell’accordo garantirebbe una tregua di 60 giorni, un risultato politico che l’amministrazione Trump accoglierebbe favorevolmente nell’immediato. Lo stesso presidente statunitense ha confermato che i colloqui “sono in corso” e che annunci ufficiali potrebbero arrivare a breve.

Dall’altro lato, però, l’imposizione di un dazio marittimo sulle navi commerciali consegnerebbe all’Iran una leva di ricatto economico su scala globale. A complicare ulteriormente il quadro interviene un disegno di legge appena presentato al Parlamento di Teheran: il provvedimento punta a vietare del tutto il transito nello Stretto alle imbarcazioni dei Paesi considerati “ostili” — in primis Stati Uniti e Israele — a meno che non paghino ingenti risarcimenti di guerra.

Incertezza ai vertici di Teheran: il rebus Mojtaba Khamenei

Mentre prosegue l’offensiva diplomatica sullo Stretto, la politica interna iraniana è attraversata da profonde turbolenze legate alla successione e alla tenuta del potere. Si rincorrono infatti voci sulle condizioni di salute critiche della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, subentrato al padre rimasto ucciso nei primi raid condotti da USA e Israele.

Dall’inizio delle ostilità, la nuova Guida Suprema non ha effettuato apparizioni pubbliche né incontrato esponenti dell’esecutivo. Lo stesso presidente Masoud Pezeshkian ha ammesso apertamente le difficoltà di comunicazione con i vertici religiosi, lasciando intravedere una possibile crisi di comando al cuore del regime.

La risposta della regione: nasce l’asse Arabia Saudita-Pakistan-Turchia

Gli stravolgimenti nel Golfo stanno accelerando il riallineamento delle potenze regionali. A Gedda è prevista la firma di un accordo tripartito di mutua difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia.

L’alleanza, in discussione da mesi ma giunta a una rapida fumata bianca a causa dell’escalation militare, punta a creare un polo di stabilità e deterrenza indipendente sia dalla pressione statunitense sia dall’espansionismo iraniano, delineando la nascita di un nuovo blocco di sicurezza nel Medio Oriente.

—————————————–

Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o


Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale, non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

You Might Also Like

Tensione diplomatica e bombardamenti: Zelensky a New York per l’ONU e l’incontro con Trump

Comune di San Cataldo: convocato il Consiglio Comunale per il 13 luglio 2026

Gela, caso Timpazzo: la Regione avvia le verifiche sulla discarica. Impianti Srr invia la relazione sul TMB

Crescita al palo, dalle destre arriva il dietrofront sul riarmo

“I pozzi…gioia o illusione ?”

TAGGED:Cronaca InternazionalePolitica
Share This Article
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copy Link Print
Caltanissetta 401
Direttore responsabile 
Sergio Cirlinci

93100 Caltanissetta (CL)

redazione@caltanissetta401.it
P:Iva: 01392140859

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura ed Eventi
  • Politica locale
  • Rassegna stampa
  • Sport

Categorie

  • Concorsi
  • Dalla provincia e dintorni
  • Finanza
  • Giovani e Università
  • Sanità

Link utili

  • Chi siamo
  • Privacy & Cookie Policy

Caltanissetta 4.0.1 è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.03/2024 del 21/08/2024. | Realizzato da Creative Agency

Username or Email Address
Password

Lost your password?