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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Cronaca Internazionale > Svolta a Doha: conclusi i colloqui indiretti tra USA e Iran. I mediatori del Qatar: “Progressi positivi”
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Svolta a Doha: conclusi i colloqui indiretti tra USA e Iran. I mediatori del Qatar: “Progressi positivi”

Autore: Redazione Visualizzazioni: 91 Tempo di lettura: 4 Pubblicato il: 02/07/2026
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Raggiunto un accordo preliminare per sbloccare 3 miliardi di dollari di fondi iraniani e congelare le ostilità nello Stretto di Hormuz. Trump: “Incontri molto positivi”.

Contents
L’intesa sui fondi congelati e la tregua a HormuzLa strategia USA: “Think Bigger”Le parole di Donald Trump

DOHA (Qatar) – Si sono conclusi con segnali di inaspettata apertura i colloqui indiretti svoltisi a Doha, in Qatar, tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran. A darne l’annuncio sono stati gli stessi mediatori del Qatar, che hanno definito l’esito dei tavoli diplomatici come un insieme di “progressi positivi”, capaci di spianare la strada a una imminente e più strutturata fase di negoziati tecnici.

Al centro dei fitti colloqui, condotti per conto di Washington dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, vi è stato il tentativo di disinnescare la pesante escalation militare nella regione, concentrandosi in particolare sulla sicurezza delle rotte marittime e sulle sanzioni economiche.

L’intesa sui fondi congelati e la tregua a Hormuz

Secondo quanto filtrato da fonti diplomatiche regionali, l’incontro ha prodotto un primo e significativo risultato tangibile: un accordo preliminare per lo sblocco di 3 miliardi di dollari di asset iraniani precedentemente congelati all’estero. Queste risorse, in base ai termini dell’intesa, dovranno essere destinate esclusivamente all’acquisto di beni di prima necessità e aiuti umanitari per la popolazione iraniana.

Sul fronte strettamente militare, le parti hanno concordato una sorta di “tregua tecnica” nello Stretto di Hormuz. L’impegno comune è quello di “mantenere la calma per la prossima settimana”, sospendendo attacchi e minacce ai transiti commerciali marittimi. L’obiettivo – confermato da funzionari statunitensi – è creare un ambiente produttivo e privo di ostilità (definito emblematicamente “senza missili che volano”) per permettere alle diplomazie di lavorare sui dettagli di un memorandum d’intesa più ampio.

La strategia USA: “Think Bigger”

La linea negoziale portata avanti dagli inviati della Casa Bianca punta a superare i singoli nodi critici – come le dispute sulle tasse di transito e i pedaggi che Teheran vorrebbe imporre a Hormuz – spingendo la leadership iraniana verso un accordo globale di pacificazione. Il messaggio trasmesso da Witkoff e Kushner ai mediatori è stato riassunto nella formula “Think bigger” (pensare in grande): l’amministrazione americana non intende limitarsi a tamponare la crisi marittima, ma punta a ridisegnare gli equilibri di sicurezza in tutto il Medio Oriente, includendo i dossier sul nucleare e sul cessate il fuoco nel corridoio israelo-libanese.

Le parole di Donald Trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con ottimismo l’andamento dei colloqui a margine della sua partecipazione all’inaugurazione della Theodore Roosevelt Presidential Library in North Dakota.

“I colloqui stanno andando bene e i progressi sono positivi”, ha dichiarato il tycoon, definendo gli incontri “molto promettenti”. Pur ribadendo la massima fermezza militare in caso di violazione dei patti (“se spareranno, risponderemo con più forza”, hanno fatto eco i funzionari del Pentagono), il Presidente ha espresso soddisfazione per come Teheran stia recependo l’impianto della trattativa.

Nonostante la retorica accesa e le minacce incrociate che continuano a rimbalzare tra Tel Aviv e Teheran, la diplomazia di Doha – supportata anche dal canale di mediazione pachistano – sembra essere riuscita a reincanalare la crisi sui binari del dialogo politico, allontanando, almeno momentaneamente, lo spettro di un conflitto totale.

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