Si apre uno spiraglio inatteso sul fronte diplomatico internazionale. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che Russia e Ucraina sono vicine a raggiungere un’intesa per porre fine alle ostilità, annunciando la disponibilità di Mosca a riprendere i colloqui trilaterali a partire da novembre, anche alla luce dei recenti contatti con gli Stati Uniti.
L’apertura ai negoziati e il dialogo con gli USA
Nel corso di un’intervista concessa al giornalista Pavel Zarubin, il leader del Cremlino ha tracciato scenari inediti per la risoluzione del conflitto. La dichiarazione arriva all’indomani di importanti contatti diplomatici, tra cui l’incontro avvenuto a San Pietroburgo con Steve Witkoff, inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump.
«La Russia ha informato gli Stati Uniti di essere pronta a riprendere i negoziati trilaterali sull’Ucraina», ha affermato Putin, sottolineando come un accordo complessivo sia ormai a portata di mano, pur ribadendo la ferma intenzione di Mosca di veder garantiti i propri interessi strategici.
Il nodo dei territori e le tensioni con l’Europa
Nonostante i toni distensivi sul piano negoziale, il presidente russo ha ribadito fermamente i paletti fondamentali fissati dal Cremlino. Dal punto di vista territoriale, la posizione russa non mostra cedimenti: i territori finora controllati dalle forze di Mosca vengono definiti “storicamente russi”, escludendo qualsiasi marcia indietro su questo fronte. Parallelamente, Putin ha puntato il dito contro Kiev e i suoi alleati occidentali, accusandoli di trascinare il conflitto e di trattare la popolazione ucraina come “sacrificabile”.
Sul fronte europeo, il capo dello Stato ha definito «schizofrenia politica» le preoccupazioni e gli allarmi sollevati da diversi leader del continente riguardo a una presunta minaccia bellica russa diretta contro i confini UE. «I popoli d’Europa non vogliono combattere contro la Russia, e allo stesso modo Mosca non ha alcuna intenzione di muovere guerra all’Europa», ha concluso Putin, rilanciando la palla alla diplomazia internazionale in vista dei prossimi appuntamenti di novembre.
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