Un fuori programma che ha gelato la platea e acceso la polemica politica. Durante il XIII Congresso nazionale dello Snals-Confsal, in corso a Roma, il videomessaggio inviato dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è stato bruscamente interrotto su richiesta della presidenza del congresso.
Il clima si è surriscaldato quando il leader di Forza Italia, dopo i saluti istituzionali di rito, ha spostato il focus del suo intervento sul tema del referendum, lanciando un appello esplicito al voto per il “Sì”.
La reazione dal palco è stata immediata. Mario Bozzo, presidente del congresso, è intervenuto bloccando la proiezione e rivolgendosi ai tecnici con parole inequivocabili:
“Spegnete il videomessaggio del ministro, è una mancanza di stile.”
Il gesto è stato accolto da un lungo applauso da parte dei delegati presenti in sala, a testimonianza di un malumore diffuso per quella che è stata percepita come un’indebita incursione elettorale in un contesto sindacale.
A stretto giro è intervenuta la segretaria generale dello Snals, Elvira Serafini, per riportare la calma e chiarire la posizione dell’organizzazione. Pur ribadendo il rispetto per le istituzioni, Serafini ha marcato la distanza del sindacato da qualsiasi strumentalizzazione politica:
- Autonomia sindacale: “Noi rappresentiamo un sindacato autonomo. Non avevamo visto la clip in anticipo”, ha spiegato la segretaria.
- Rispetto istituzionale vs Contenuto: “È comunque un ministro della Repubblica, lo ringraziamo per il messaggio ma non per quello che ci è stato comunicato”.
L’episodio si inserisce in un momento di particolare tensione per il mondo della scuola. Il congresso, dal titolo “Autonomia, dignità, futuro”, è focalizzato su temi caldi come il rinnovo del CCNL 2025-2027, la lotta alla precarietà e le preoccupazioni sull’autonomia differenziata, che molti nel comparto istruzione vedono come una minaccia all’unità del sistema scolastico nazionale.
La richiesta di Tajani di votare “Sì” al referendum (tema che tocca da vicino proprio gli assetti istituzionali e l’autonomia) è stata dunque letta come una provocazione fuori luogo in un’assise che rivendica la propria indipendenza dai partiti.
Il video da YouTube di Repubblica
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