Al Meeting di Rimini, il vicepremier e leader di Forza Italia ribadisce il no a nuove strette fiscali: «I contributi si concordano, non si impongono con la mannaia delle tasse. Il nostro obiettivo resta abbassare la pressione fiscale».
RIMINI – «Quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria. E l’espressione extraprofitto non esiste né in economia né in diritto: sa molto di Unione Sovietica». È un no netto e senza sfumature quello espresso da Antonio Tajani, vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, a margine del Meeting di Rimini.
Interpellato dalle cronache politiche e dal dibattito interno alla maggioranza sull’ipotesi di introdurre un prelievo straordinario sugli extraprofitti – caldeggiato da altre forze di governo a fronte delle tensioni economiche e sui costi dei carburanti –, il leader azzurro ha tracciato una linea d’ombra invalicabile.
«Chi decide cos’è un extraprofitto?»
Nel suo intervento, Tajani ha criticato la natura stessa del concetto di “extraprofitto”, definendolo una «parolaccia»: «Questa parola in diritto non esiste. Chi dovrebbe decidere dov’è che finisce il profitto e dove comincia l’extraprofitto? Un burocrate?».
Per il ministro degli Esteri, ricorrere a misure punitive o coercitive nei confronti dei settori produttivi rischia di rivelarsi un boomerang per l’economia nazionale: «I grandi esperti di economia sostenuta e legata al settore dell’energia spiegano che le tasse sugli extraprofitti producono un solo risultato: frenare la crescita e bloccare gli investimenti».
La linea di Forza Italia: «Sì al dialogo, no alla mannaia fiscale»
Pur escludendo categoricamente l’introduzione di nuove tasse o prelievi forzosi, Tajani non chiude la porta alla possibilità di una cooperazione spontanea con il tessuto industriale e finanziario per affrontare le fasi economiche più complesse.
«Un conto è contribuire attraverso un accordo concordato con le aziende del settore, come è già avvenuto per le banche e le assicurazioni. Un altro conto è abbattere la mannaia delle tasse. In momenti difficili è giusto che tutti aiutino, ma la scelta deve nascere dal confronto, non da un’imposizione».
Il segretario di Forza Italia ha infine ribadito il pilastro della politica economica del suo partito e della coalizione: «Il nostro mantra resta sempre lo stesso: meno tasse, meno tasse, meno tasse».
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