Lunedì nero per i listini europei. La fragile tregua che aveva sostenuto i mercati nelle ultime due settimane è andata in frantumi questa mattina, lunedì 13 aprile 2026, dopo l’annuncio del fallimento dei negoziati di Islamabad tra Stati Uniti e Iran. La reazione degli investitori è stata immediata: una fuga dal rischio che ha colpito duramente i principali indici del Vecchio Continente.
Listini in rosso: Milano e Francoforte tra le peggiori
Le piazze europee hanno aperto la sessione in forte calo, con l’indice Eurostoxx 50 che ha lasciato sul terreno l’1,5% nelle prime ore di contrattazione.
- Piazza Affari: Il FTSE MIB soffre particolarmente la pressione sui titoli industriali e tecnologici. Leonardo e STMicroelectronics registrano perdite pesanti, riflettendo il timore di un’interruzione delle catene di approvvigionamento globali.
- DAX di Francoforte: La borsa tedesca scivola dell’1,4%, appesantita dall’incertezza sui costi energetici che minacciano la già fragile ripresa della manifattura teutonica.
- Wall Street: I future americani anticipano un’apertura negativa (circa -0,6%), con gli analisti che prevedono una seduta dominata dalla volatilità.
Petrolio oltre i 100 dollari e l’ombra del blocco navale
Il vero motore del pessimismo odierno è il mercato delle commodity. Dopo il fallimento delle 21 ore di trattative guidate dal vicepresidente americano JD Vance, la minaccia di Donald Trump di imporre un blocco navale totale ai porti iraniani a partire dalle ore 16:00 di oggi ha scosso il comparto energetico.
Il Brent, riferimento per l’Europa, è balzato di oltre il 7%, superando nuovamente la soglia critica dei 100 dollari al barile. Ancora più marcata la crescita del WTI statunitense, salito sopra i 104 dollari. La preoccupazione principale riguarda lo Stretto di Hormuz: il traffico marittimo risulta già rallentato e le minacce di ritorsione da parte dei Pasdaran alimentano lo spettro di uno scontro diretto.
Analisi: Inflazione e beni rifugio
Il ritorno del petrolio a tre cifre riaccende l’allarme inflazione per la BCE. Gli investitori temono che la spinta sui prezzi energetici costringa Francoforte a mantenere tassi di interesse elevati più a lungo del previsto, soffocando la crescita economica.
In questo scenario, gli investitori si rifugiano nel dollaro, che continua a rafforzarsi come asset sicuro. Al contrario, l’oro mostra una curiosa flessione tecnica, probabilmente dovuta alla necessità degli operatori di liquidare posizioni per coprire le perdite sui mercati azionari.
“Il mercato aveva scommesso su una risoluzione diplomatica rapida. Il fallimento di Islamabad non solo riporta le lancette dell’orologio alla tensione militare, ma introduce una variabile imprevedibile come il blocco navale in una delle arterie commerciali più vitali del mondo,” commenta un analista senior di Websim.
Prospettive a breve termine
Tutti gli occhi sono ora puntati sulle 16:00, orario in cui dovrebbe scattare l’ordine esecutivo di Trump. Se il blocco dovesse concretizzarsi senza una mediazione russa o cinese efficace, le Borse europee potrebbero affrontare una settimana di vendite aggressive, con il settore della difesa che rimarrebbe l’unico potenziale beneficiario di questa nuova escalation.
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