In un’intervista ad Adnkronos, il portavoce del movimento Ansar Allah lancia un duro avvertimento a Roma in vista dell’assunzione del comando tattico della missione europea Aspides. “Ci auguriamo che l’Italia rimanga neutrale”.
L’Italia rischia di finire direttamente nel mirino del movimento armato yemenita degli Houthi se dovesse partecipare attiva o direttamente ad operazioni militari contro lo Yemen. L’allarme e la ferma linea degli Ansar Allah arrivano dalle parole di Nasreddin Amer, vice capo dell’autorità per l’informazione del gruppo che controlla la capitale Sana’a e ampie porzioni del Paese.
In un’intervista esclusiva concessa all’agenzia Adnkronos, Amer ha espresso la posizione della fazione yemenita di fronte all’imminente avvio della missione navale dell’Unione Europea Aspides, creata per proteggere le navi commerciali in transito nel Mar Rosso, nella quale l’Italia è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano assumendo il comando operativo in mare (Force Commander).
“L’Italia non partecipi alle aggressioni”
Il rappresentante degli Houthi ha chiarito quali saranno le linee guida del gruppo nei confronti della marina e dei militari italiani:
“Consigliamo all’Italia di mantenere la neutralità, che è la scelta migliore e più saggia. Se l’Italia partecipasse ad attacchi o aggressività contro lo Yemen, diventerebbe inevitabilmente un bersaglio diretto per le nostre forze armate.”
Amer ha poi tenuto a distinguere la potenziale azione difensiva e commerciale europea dalle operazioni aeree condotte dalla coalizione anglo-americana (Operation Poseidon Archer), che nelle ultime settimane ha bombardato postazioni strategiche e siti di lancio in territorio yemenita.
Libertà di navigazione e il nodo Gaza
Il portavoce ha ribadito la narrativa del movimento, sostenendo che le azioni militari condotte nel Canale di Suez, nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso non sono rivolte contro la navigazione commerciale internazionale in senso generale, ma sono strettamente collegate al conflitto in Medio Oriente:
- Obiettivo dichiarato: Bloccare e colpire esclusivamente le navi legate a Israele o dirette verso i porti israeliani, oltre ai bastimenti statunitensi e britannici in ritorsione ai raid subiti.
- Condizione per lo sblocco: Gli Houthi assicurano che gli attacchi cesseranno immediatamente non appena verrà fermata l’offensiva militare israeliana sulla Striscia di Gaza e consentito l’afflusso libero di aiuti umanitari alla popolazione palestinese.
“La nostra posizione è chiara e legata a motivi umanitari e politici: fermate l’aggressione a Gaza e fermeremo le nostre operazioni marittime. La navigazione verso altri Paesi del mondo rimane del tutto sicura.”
Il quadro geopolitico e il ruolo di Roma
L’avvertimento giunge in un momento di forte apprensione per le catene di approvvigionamento globali e per il traffico marittimo che attraversa il Mediterraneo e il Canale di Suez. Il governo italiano ha più volte ribadito che la missione Aspides ha una natura esclusivamente difensiva e non prevederà incursioni o bombardamenti sul suolo yemenita, puntando unicamente all’intercettazione di droni e missili lanciati contro i mercantili in transito.
Tuttavia, le dichiarazioni di Amer evidenziano il sottile confine strategico nel quale la diplomazia e le forze armate italiane saranno chiamate a muoversi per evitare un’escalation diretta nel quadrante mediorientale.
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