MILANO / BOLOGNA / TORINO – Sabato di forte tensione nelle principali città italiane in occasione delle manifestazioni nate sotto la sigla “Italia in piazza”, promosse sui social per protestare contro l’aumento del costo della vita, i bassi salari e la pressione fiscale. Quello che doveva essere un weekend di mobilitazione civile si è trasformato in una giornata caratterizzata da gravi tafferugli, scontri con le forze dell’ordine e atti di vandalismo in diversi centri urbani, da Milano a Bologna, fino a Torino, Brescia e Verona.
Milano: guerriglia urbana e tensioni in centro
A Milano si sono registrati i momenti di maggiore criticità. Il corteo, partito con oltre cinquemila partecipanti, si è spezzato nel centro cittadino in seguito ai primi disordini e al lancio di pietre e bombe carta in via Broletto e via San Prospero.
- Piazza Duomo e Galleria: Scontri violenti si sono verificati sul sagrato del Duomo e in Galleria Vittorio Emanuele II, dove le forze dell’ordine hanno dovuto effettuare cariche di alleggerimento e utilizzare lacrimogeni per disperdere i gruppi di manifestanti. Diversi negozi del lusso e locali hanno abbassato le saracinesche per proteggere i clienti.
- Barricate e danni: In piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele sono state erette barricate con i tavolini dei bar devastati e dati alle fiamme, richiedendo l’intervento dell’idrante dei Vigili del Fuoco. Un veicolo delle forze dell’ordine è stato danneggiato.
- Il bilancio: L’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (Areu) ha segnalato 25 persone ferite e trasportate nei pronto soccorso cittadini, di cui 10 appartenenti alle forze dell’ordine. Circa 50 persone sono state condotte in Questura per accertamenti.
Bologna: scontri alla stazione e 36 poliziotti feriti
Anche la città emiliana è stata teatro di prolungati disordini, concentrati principalmente nella zona della stazione ferroviaria (Piazza Medaglie d’Oro) e in via Indipendenza.
- Scontri con le forze dell’ordine: I manifestanti hanno lanciato sassi, bottiglie e oggetti contro gli schieramenti di polizia e carabinieri, che hanno risposto con idranti e l’uso di oltre 400 lacrimogeni.
- Danni e fermi: Si registrano vetrine danneggiate, biciclette a noleggio e cassonetti rovesciati. La Questura di Bologna ha comunicato 4 arresti (tutti minorenni) per resistenza aggravata, 7 denunce e 10 posizioni al vaglio. Tra le forze dell’ordine si contano 36 contusi e feriti.
Torino, Brescia, Verona e Bergamo
Tensioni e disordini si sono verificati anche in altre province:
- Torino: Un corteo sfilato in piazza Castello si è diretto verso la stazione di Porta Nuova, dove sono stati lanciati sassi contro gli agenti. Un gruppo ha vandalizzato la libreria all’interno dello scalo ferroviario, portando alla chiusura temporanea degli accessi.
- Brescia: Al termine della manifestazione in centro, si sono verificati lanci di sedie, tavoli e petardi in piazza Paolo VI, spingendo la polizia all’uso dei lacrimogeni. La sindaca Laura Castelletti ha espresso dura condanna per la violenza che ha oscurato le ragioni pacifiche della protesta.
- Bergamo e Verona: A Bergamo la manifestazione studentesca ha registrato 2 arresti e 5 denunce a seguito di lanci di oggetti e arredi urbani danneggiati. A Verona, disordini provocati da gruppi di giovani nel centro storico sono rientrati con l’intervento delle forze dell’ordine e 5 fermi.
- Genova: Un corteo pacifico di circa duecento persone ha attraversato il centro storico con striscioni contro il carovita, la guerra e per maggiori fondi all’istruzione.
Le reazioni politiche ed istituzionali
Le violenze della giornata hanno suscitato immediate reazioni dal mondo politico:
- Giorgia Meloni (Presidente del Consiglio): “Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”, dichiarando che la condanna della violenza deve essere unanime e senza reticenze da parte di tutte le forze politiche.
- Guido Crosetto (Ministro della Difesa): Ha espresso piena solidarietà alle forze dell’ordine, ribadendo che “aggredire chi indossa una divisa e devastare non significa difendere un’idea”.
- Collettivi e Centri Sociali: Attraverso una nota sui social, il centro sociale milanese Cantiere ha rivendicato la rabbia della piazza, definendo le proteste la conseguenza immediata delle difficoltà sociali ed economiche attuali.
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