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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Terremoto in Rai su Report: la redazione contro i vertici. Proclamato lo stato di agitazione: «Pronti allo sciopero»
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Terremoto in Rai su Report: la redazione contro i vertici. Proclamato lo stato di agitazione: «Pronti allo sciopero»

Autore: Redazione Visualizzazioni: 137 Tempo di lettura: 4 Pubblicato il: 31/08/2026
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Scoppia un vero e proprio terremoto ai vertici e nella redazione di Report. I giornalisti interni dello storico programma d’inchiesta di Rai 3 si schierano compatti contro la decisione aziendale di sostituire lo storico conduttore e autore Sigfrido Ranucci, proclamando lo stato di agitazione e minacciando l’interruzione delle attività lavorative.

Contents
La protesta della squadra: «Un’imposizione di matrice politica»Il nodo dell’autonomia e il rischio di un addio di massaIl sostegno del Cdr Approfondimento e dei sindacati

La protesta della squadra: «Un’imposizione di matrice politica»

In una nota diffusa il 31 agosto dall’Assemblea dei giornalisti interni di Report, la redazione si dice pronta a intraprendere ogni forma di lotta democratica, compreso lo sciopero, per tutelare l’identità della trasmissione e le professionalità che ne costituiscono l’impalcatura.

I cronisti interni hanno espresso pieno sostegno e totale condivisione rispetto alle posizioni assunte dal gruppo degli inviati, i quali avevano già preannunciato l’intenzione di abbandonare la trasmissione in assenza di un passo indietro da parte di Viale Mazzini.

«Report non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, la produzione, i filmaker e i montatori che negli anni hanno maturato competenze specifiche e lavorato per garantire un prodotto di qualità, autentica espressione del Servizio Pubblico», si legge nel comunicato.

A finire nel mirino dei giornalisti non è soltanto il merito della decisione, ma anche il metodo adottato dalla governance Rai: la scelta dei nuovi conduttori sarebbe infatti avvenuta in modo unilaterale, privo di qualsiasi condivisione e comunicata prima alle agenzie di stampa che alla redazione stessa. Un’imposizione «calata dall’alto» che, secondo la redazione, non risponde a criteri di competenza o merito professionale, ma appare ascrivibile a una «matrice puramente politica» tesa a snaturare il DNA investigativo del programma.

Il nodo dell’autonomia e il rischio di un addio di massa

La richiesta indirizzata ai vertici di Viale Mazzini è netta: l’Azienda deve correggere le decisioni prese, definite «non accettabili per chi si è sempre riconosciuto nei valori del programma». Il rischio concreto evidenziato dalla redazione è quello di una spaccatura insanabile, che potrebbe spingere molti professionisti a fare scelte lavorative differenti, lasciando la trasmissione priva della sua storicizzata squadra d’inchiesta.

I giornalisti esigono un coinvolgimento diretto nelle decisioni strategiche dell’Azienda, con l’obiettivo prioritario di difendere l’autonomia e la libertà di quello che rappresenta un presidio fondamentale del giornalismo d’inchiesta pubblico.

Il sostegno del Cdr Approfondimento e dei sindacati

Accanto ai lavoratori di Report si è immediatamente schierato il Cdr della Direzione Approfondimento Rai, che ha fatto proprio lo stato di agitazione e chiesto il supporto attivo di Usigrai, Stampa Romana e della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana).

Il Comitato di redazione ha rivolto un appello a tutti i Cdr della Rai e all’intera categoria dei giornalisti per trasformare questa vertenza in una battaglia comune a tutela dell’informazione d’inchiesta. Contestualmente, ha richiamato l’Azienda al pieno rispetto delle prescrizioni di legge e degli accordi sindacali nelle relazioni con la redazione.

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(Foto: dal profilo Facebook di Report)

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