PALERMO – È clima di fortissima tensione politica a Palazzo d’Orléans. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato d’urgenza la Giunta di governo per licenziare i provvedimenti più indifferibili, tra cui la cosiddetta “mini finanziaria”. Ma attorno alla figura del governatore e al futuro della legislatura regionale si sta scatenando una tempesta perfetta: l’opposizione compatta attacca, parla aperto di crisi di governo e ne chiede a gran voce le dimissioni immediate.
Cateno De Luca: “Da Re Sole a Re Solo, la legislatura è al capolinea”
Il giudizio più spietato sulla situazione politica del centrodestra arriva dal leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca. Analizzando la solitudine politica del governatore nelle ultime ore, De Luca non ha risparmiato stoccate:
“Il ‘Re Sole’ è ora il ‘Re Solo’. Nessun partito si è stracciato le vesti per inviare comunicati di sostegno a Schifani. C’era la gara a somministrare metadone politico per tenere in piedi la baracca, ma ora il banco è saltato.”
Secondo il resoconto fornito dal parlamentare ed ex candidato governatore, la svolta si sarebbe consumata con la sfumata candidatura di Schifani al CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), che avrebbe dovuto rappresentare la “buonuscita” del presidente evadendo l’ipotesi di un bis.
De Luca traccia anche una dettagliata road map temporale e tattica su come il centrodestra intenderà gestire l’uscita di scena:
- Il nodo vitalizi: Le dimissioni immediate del governatore provocherebbero la fine anticipata della legislatura, scenario scongiurato – secondo De Luca – dalla volontà di molti deputati di raggiungere la soglia di anzianità parlamentare (fissata a 4 anni, 6 mesi e 1 giorno, maturabile a metà aprile) per la pensione.
- L’Election Day ad aprile-maggio: Per allineare le elezioni regionali con le prossime consultazioni politiche e amministrative nazionali (ipotizzate per maggio), Schifani non potrà dimettersi subito, ma dovrà traghettare la Regione almeno fino a fine febbraio tramite una sorta di “governo d’emergenza” volto unicamente ad approvare la legge di Stabilità.
- Opposizioni pronte alla sfida: “Se Schifani volesse farci il regalo di dimettersi oggi, noi di Sud chiama Nord siamo già pronti con le liste quasi definite”, ha chiosato De Luca.
PD e Controcorrente: “Niente infornate di nomine, Schifani riferisca in Aula”
Fronte comune anche da parte delle altre forze dell’opposizione, pronte a dare battaglia sia sul piano politico che su quello regolamentare.
Anthony Barbagallo (Segretario Regionale PD)
Il segretario dem ha espresso forte scetticismo sulla convocazione della Giunta:
“Speriamo fortemente che non ci sia l’ennesima infornata di nomine per occupare poltrone. Per la Sicilia c’è una sola vera urgenza: le dimissioni del presidente Schifani.”
Il gruppo consiliare “Controcorrente”
Ancora più dura la posizione avanzata dai deputati Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro, che chiedono trasparenza al presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno:
- Riferire in Parlamento: Il gruppo parlamentare pretende che Schifani si presenti urgentemente in Aula all’Assemblea Regionale Siciliana per chiarire la reale portata della crisi di governo prima di incardinare la variazione di bilancio.
- Minaccia di ostruzionismo: Qualora il governatore non dovesse presentarsi in Aula, i deputati di Controcorrente preannunciano che utilizzeranno ogni strumento e risorsa parlamentare a disposizione per bloccare e fare saltare la votazione sulla “mini finanziaria”.
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