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Tragedia nel Mediterraneo: 116 morti in un naufragio al largo Libia

Last updated: 25/12/2025 6:56
By Redazione 123 Views 6 Min Read
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Lo rende noto l’Ong Alarm phone. Un solo sopravvissuto, salvato da un pescatore tunisino

AGI – Si teme il naufragio di un’imbarcazione con a bordo circa 116 persone nel Mediterraneo centrale. Lo afferma Alarm phone che alcuni giorni fa aveva lanciato l’allerta su un barcone alla deriva di cui si erano perse le tracce e a bordo del quale c’erano 117 migranti partiti da Zuwarah la sera del 18 dicembre. L’unico sopravvissuto è stato salvato da un pescatore tunisino. “Contro il silenzio e l’indifferenza delle autorità, esigiamo risposte. Le famiglie che cercano i loro cari scomparsi hanno diritto alla verità”, afferma l’organizzazione umanitaria. Erano partiti giovedì scorso, e lunedì erano stati cercati con il velivolo Seabird di Sea Watch.

“Alarm phone conferma il naufragio, avvenuto poco dopo la partenza – dice l’Ong tedesca -. La violenza alle frontiere non si ferma a Natale. Se le frontiere fossero aperte, queste persone probabilmente non sarebbero mai state costrette ad attraversare il Mediterraneo. Chiediamo risposte! Tutto ciò che vogliamo per Natale sono le frontiere aperte”.

Alarm Phone spiega di essere stata informata di una barca partita da Zuwarah la sera del 18 dicembre, con a bordo 117 persone. Secondo le informazioni ricevute, la partenza era avvenuta intorno alle 20 ora locale della sera precedente. “Abbiamo tentato ripetutamente di contattare la barca tramite telefono satellitare, senza successo”, afferma. Le guardie costiere e le ong sono state poste in allerta, nonostante non avessero una posizione Gps: “Per tutto il giorno abbiamo continuato a cercare di raggiungere la barca tramite telefono satellitare, ancora una volta senza successo. Quando abbiamo contattato la Guardia Costiera italiana, hanno confermato di aver ricevuto la nostra email ma hanno immediatamente chiuso la chiamata senza fornire ulteriori informazioni o rassicurazioni. La cosiddetta Guardia costiera libica – ricostruisce Alarm phone – ci ha detto al telefono che non avevano nè salvato nè intercettato barche il 18 o il 19 dicembre”.

La sera del 21 dicembre ha ricevuto informazioni che pescatori tunisini avevano trovato un solo sopravvissuto su una barca di legno. Avrebbe dichiarato di essere stato in viaggio da Zuwarah due giorni prima della tragedia. Secondo la sua testimonianza, solo poche ore dopo la partenza il tempo è peggiorato drasticamente, con venti che raggiungevano i 40 km/h. Il sopravvissuto sarebbe stato trasferito dai pescatori in un ospedale in Tunisia.

Alarm Phone ha provato a verificare queste informazioni ma non è ancora riuscito a confermarle completamente: “Abbiamo tentato di stabilire un contatto diretto sia con il sopravvissuto che con i pescatori che lo hanno salvato per capire meglio cosa fosse successo e dove fosse avvenuto il relitto, ma finora senza successo. Il 21 e 22 dicembre abbiamo chiamato innumerevoli volte la Guardia costiera tunisina, prima per esortarli a schierare risorse di ricerca e soccorso per cercare altri sopravvissuti o recuperare corpi, e poi per richiedere informazioni aggiornate”. Sia la Guardia costiera libica sia quella tunisina avrebbero ripetutamente detto che in quei giorni non avevano condotto nessuno a terra, affermando che il tempo, specialmente durante la notte tra il 18 e il 19 dicembre, era così brutto che era “impossibile” andare in mare.

Dal 18 al 21 dicembre nessuna barca dalla Libia è giunta a Lampedusa. Le navi ong presenti in quel periodo (Sea-Watch 5 e ResQPeople) non poterono cercare la barca, o perchè avevano già lasciato l’area prima del presunto naufragio (Sea-Watch 5) o perchè non navigarono abbastanza a sud per intercettare la barca (ResqPeople). Il 22 dicembre, Seabird 3 ha condotto una ricerca aerea nell’area dove si ritiene sia avvenuto il naufragio, ma non ha trovato nè sopravvissuti nè tracce visibili. Inoltre, l’aereo Frontex Osprey 4 è volato nell’area il 20 dicembre, due volte il 21 dicembre e di nuovo il 22 dicembre. “Non sappiamo se Frontex abbia rilevato qualcosa – conclude Alarm Phone – mentre le autorità restano in silenzio. Chiediamo: cosa ha visto Frontex e perchè queste informazioni non sono state rese pubbliche? Perchè non sono state avviate operazioni di ricerca e soccorso una volta scomparsa la barca? Perchè non sono state condivise informazioni nonostante i ripetuti allarmi?”.

“Stiamo per tornare in mare. I team sono arrivati a bordo e siamo pronti per ripartire. Con l’inizio della 45esima rotazione riprende la nostra attività nel Mediterraneo centrale: salvare più vite possibili”: così Sos Mediterranée annunciando la nuova missione della Ocean Viking, dal porto di Siracusa.

Fonte AGI

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