Negli ultimi giorni sono davvero numerose le richieste di chiarimento giunte alla nostra redazione da parte di cittadini che si chiedono per quale motivo l’amministrazione comunale continui a ignorare i tanti quesiti posti dalla comunità, anche e soprattutto attraverso i canali social.
Le segnalazioni toccano ambiti diversi e delineano un quadro di diffuso disagio urbano: dal degrado cittadino, tra strade dissestate e interventi tampone poco efficaci, all’abbandono del centro storico, che a molti appare ormai come una resa, senza dimenticare ville e parchi lasciati al loro destino.
Se le problematiche legate al degrado urbano appaiono complesse da gestire e di non facile risoluzione nell’immediato, è sul tema delle tariffe e degli orari della piscina comunale Collodoro che si concentra la maggior parte delle richieste di spiegazione. Non che gli altri temi siano meno importanti, ma a distanza di un mese dall’apertura dell’impianto la situazione sul fronte tariffe appare tutt’altro che chiara.
Dal 30 luglio scorso l’unico intervento ufficiale del Comune è stato quello di ribadire che restano in vigore i prezzi del 2020.
Tuttavia, come sottolineato da diversi cittadini, si ha l’impressione che le tariffe applicate non corrispondano a quelle stabilite, così come non coincidono i giorni e gli orari di apertura e chiusura della struttura.
Pur comprendendo che ad agosto le attività rallentino, molti cittadini ci fanno notare come la macchina amministrativa fosse invece regolarmente attiva per liquidare il pagamento della seconda tranche. Un versamento che, secondo alcuni, non andava nemmeno effettuato, considerato che l’accordo di gestione stabiliva paletti ben precisi.
Inoltre, è del tutto scomparso dai radar il tema delle penali, sanzioni che, se effettivamente previste dal contratto per eventuali inadempienze, avrebbero potuto essere decurtate dall’importo del secondo pagamento.
Spiegare perché l’amministrazione non intervenga per fare chiarezza non è facile. Si potrebbero fare diverse ipotesi, ma non avendone la certezza preferiamo non riferirle, ritenendo corretto che sia la giunta stessa a chiarire la situazione. Sta di fatto che, a un mese dall’apertura della piscina Collodoro, orari e tariffe non sembrano rispettare gli accordi sottoscritti a suo tempo.
Pur comprendendo che in sei anni il contesto socio-economico sia cambiato, non si può comunque lasciare al gestore la libertà di modificare i listini in autonomia, senza un atto formale del Comune come invece prevede la legge. Sarebbe come se un tabaccaio, ritenendo poco redditizio il prezzo di listino delle sigarette, decidesse di aumentarlo a propria discrezione.
Ora che il periodo di vacanza è giunto al termine, con la conseguente ripresa a pieno ritmo dell’attività politico-amministrativa, crediamo sia arrivato il momento di dare risposte adeguate con fatti concreti.
Perché se è vero che “domandare è lecito e rispondere è cortesia”, in questo caso non si tratta di semplice cortesia, ma di un preciso dovere verso la cittadinanza. Ad Maiora

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