L’ex presidente statunitense risponde a una domanda dell’agenzia Adnkronos sugli scontri di piazza a Milano e sulle proteste degli studenti: “L’avevo detto, i confini andavano chiusi”.
Le recenti tensioni di piazza e gli scontri che hanno scosso l’Europa – in particolare le violenze e i saccheggi registrati a Milano durante il fine settimana e le proteste studentesche in Francia – tornano a far discutere anche oltreoceano. Sollecitato dall’agenzia Adnkronos, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto duramente sulla situazione europea, attribuendo le responsabilità dell’escalation alle politiche migratorie dei Paesi coinvolti.
“L’Italia è cambiata, è una polveriera”
“Le violenze in Italia e in Francia? Colpa dell’immigrazione, l’avevo detto”, ha dichiarato Trump, definendo il contesto europeo una “polveriera pronta a esplodere”. Il tycoon ha espresso rammarico per l’evoluzione degli eventi, mettendo a confronto l’approccio europeo con la linea adottata dalla sua amministrazione negli Stati Uniti.
“È molto triste per me assistervi”, ha aggiunto il leader della Casa Bianca. “Noi abbiamo chiuso le frontiere: non entra nessuno e stiamo facendo uscire tutte le persone entrate illegalmente. In Italia e in Francia, invece, hanno lasciato entrare milioni di persone senza farle uscire. Sinceramente, sono Paesi profondamente diversi da quelli di dieci anni fa.”
Il monito a Macron e l’affondo sulla Francia
Nel corso del suo intervento, Trump si è soffermato anche sulle recenti proteste che stanno interessando diverse città francesi, rivendicando di aver già messo in guardia in passato il presidente Emmanuel Macron.
“Dovresti chiudere le tue frontiere, gliel’ho detto non appena l’ho incontrato, avvertendolo che stava facendo un grande errore”, ha affermato il presidente Usa. “Noi abbiamo blindato i nostri confini, lui no. Per come stanno andando le cose, Parigi rischia di trasformarsi molto presto in una città a maggioranza musulmana.”
Le reazioni e il contesto
Le dichiarazioni di Trump giungono in un momento di forte pressione politica e sociale sia in Italia che in Francia. A Milano, gli scontri di piazza e gli atti di vandalismo nei centri urbani hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza pubblica e sul ruolo delle forze dell’ordine, mentre a Parigi e in altre città francesi l’ondata di mobilitazioni studentesche ha spinto le autorità a valutare misure straordinarie per il contenimento dell’ordine pubblico.
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