Una nuova e violenta ondata di attacchi aerei russi si è abbattuta sull’Ucraina nelle ultime 24 ore, provocando un bilancio provvisorio di almeno 14 morti e oltre 50 feriti. Le forze di Mosca hanno intensificato la pressione bombardando infrastrutture energetiche, quartieri residenziali ed edifici civili da nord a sud del Paese, mentre sul piano politico internazionale riprendono quota le manovre diplomatiche per un possibile incontro al vertice tra Vladimir Putin e Donald Trump.
La notte dei droni: oltre 170 raid sul territorio ucraino
Secondo i dati forniti dall’Aeronautica militare di Kiev e confermati dal presidente Volodymyr Zelensky, le forze russe hanno lanciato un attacco massiccio impiegando ben 170 droni kamikaze di fabbricazione iraniana (tipo Shahed). Nonostante l’intenso lavoro dei sistemi di difesa antiaerea ucraini — che sono riusciti a neutralizzare o abbattere 147 vettori — diversi ordigni hanno colpito gli obiettivi preprefissati.
- La tragedia di Sumy: Nella città settentrionale di Sumy, un raid ha centrato un centro per bambini, causando tre vittime tra cui una ragazza di soli 16 anni.
- Morsa su Odessa e il Mar Nero: La regione costiera di Odessa è stata definita dal governatore Oleg Kiper bersaglio di un attacco “particolarmente massiccio”. Danneggiati hotel, strutture sanitarie, negozi e un magazzino di cereali. Parallelamente, il ministero della Difesa russo ha rivendicato un raid notturno contro una nave cargo diretta a Odessa, accusata di trasportare equipaggiamenti militari.
- Kiev e le regioni centrali: Anche la capitale e il suo hinterland sono stati presi di mira: a Kiev si registrano feriti gravi (tra cui due sedicenni) e il danneggiamento di 16 strutture, tra cui abitazioni private e impianti industriali. Esplosioni ed emergenze si sono verificate anche a Kharkiv, Zaporizhzhia, Mykolaiv, Kherson, Poltava e Zhytomyr.
“Nell’ultima settimana la Russia ha lanciato contro l’Ucraina circa 3.900 tra droni, bombe guidate e missili”, ha dichiarato Zelensky, denunciando un tentativo deliberato di mettere in ginocchio la rete energetica in vista dei mesi invernali.
La risposta di Kiev: la controffensiva “Operazione Vivaldi”
Sul fronte terrestre, Kiev rivendica importanti successi tattici. Il presidente ucraino ha reso noti i dettagli dell’“Operazione Vivaldi”, un’azione d’attacco mantenuta segreta per mesi e condotta nell’area strategica di Lyman, nella regione di Donetsk.
Stando al report diffuso dal Comandante in Capo delle Forze Armate, Mykhailo Drapatyi, le truppe ucraine avrebbero neutralizzato circa 10.660 soldati russi (tra morti e feriti) nell’arco dell’ultima settimana di combattimenti, in particolare nei settori caldi di Pokrovsk, Kostiantynivka e Lyman.
Tensioni internazionali e provocazioni ai confini NATO
La situazione militare si intreccia con un quadro geopolitico sempre più teso attorno ai confini dell’Alleanza Atlantica:
- L’attacco al treno Kiev-Varsavia: Preoccupazione in Europa per un blitz con droni condotto a Yahodyn, a meno di 2 chilometri dal confine polacco, che ha colpito la locomotiva di un treno con 206 passeggeri a bordo. Zelensky ha parlato di “attacco deliberato”, mentre dal governo italiano il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato la “provocazione contro l’Occidente”.
- Allarme intelligence europea: Un report citato dal Guardian evidenzia l’allerta degli 007 europei, secondo cui la Russia potrebbe tentare azioni dimostrative imminenti per saggiare la reazione e la tenuta della NATO.
- Pressioni economiche di Mosca: Il Cremlino continua a stringere la presa sulle aziende occidentali ancora presenti nel Paese. Un decreto firmato da Vladimir Putin ha stabilito il commissariamento e la nazionalizzazione temporanea delle filiali russe di grandi multinazionali come Nestlé, Auchan e Leroy Merlin.
Diplomazia in movimento: l’ipotesi del vertice Apec
Nonostante l’escalation sul campo, non si fermano i rumor sui canali di dialogo tra le superpotenze. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha confermato che si sta valutando la possibilità di un faccia a faccia tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump.
L’incontro bilaterale potrebbe concretizzarsi a margine del prossimo vertice Apec, in programma per il 18 e 19 novembre a Shenzhen, in Cina. Sarebbe il primo vertice diretto tra i due leader dall’inizio del nuovo corso politico a Washington, in un momento in cui la comunità internazionale attende segnali concreti per l’apertura di un tavolo di negoziato.
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