Con l’avvicinarsi della scadenza del 1° aprile 2026, il futuro della Facoltà di Medicina a Caltanissetta si gioca su due fronti decisivi.
La riconquista degli spazi dell’ex ospedale Vittorio Emanuele e la mobilitazione degli studenti per ottenere servizi essenziali, a partire da una mensa universitaria nel cuore della città.
La data del 1° aprile segna uno spartiacque logistico fondamentale. Il trasferimento della Casa della Comunità “Spoke” in via Malta libererà finalmente i locali al piano terra dell’ex ospedale, come annunciato ieri dal D.G., dott. Ficarra, qui l’articolo.
Questo passaggio è la condizione necessaria per avviare l’accorpamento della facoltà. Comune e Consorzio Universitario sono ora chiamati a una corsa contro il tempo per riapprioparsi e adeguare i locali alla didattica.
Ma facciamo un passo indietro e ricordiamo la battaglia politica dell’allora sindaco Gambino e della consigliera Petitto.
L’ex sindaco Roberto Gambino ha da sempre ribadito fermamente la necessità che l’intero plesso di viale Regina Margherita torni alla sua vocazione accademica.
Già nell’ottobre 2022, Gambino si era opposto al trasferimento di uffici amministrativi dell’ASP nella struttura, impugnando i provvedimenti davanti al TAR per difendere la destinazione d’uso universitaria prevista dal Piano Regolatore.
Sulla stessa linea la consigliera Annalisa Petitto, che ha denunciato anni fa a più riprese il rischio di uno “scippo” ai danni della città. La Petitto aveva ricordato come i locali siano stati ristrutturati con finanziamenti specifici per l’istruzione superiore e ha sollecitato chiarimenti sulle autorizzazioni che hanno permesso all’ASP di occupare quegli spazi per anni. “Lo sviluppo di Caltanissetta, aveva dichiarato, passa da un potenziamento dignitoso della sede universitaria nel centro storico”.
Anche i consiglieri Vagginelli e Turturici hanno, durante questa legislatura, presentato diverse interrogazioni sul tema, sebbene ad oggi i miglioramenti concreti tardino ad arrivare.
Oltre alle aule, il problema principale riguarda anche la qualità della vita studentesca. Come riportato ieri dal quotidiano La Sicilia, cresce il disagio tra gli studenti per la gestione dei servizi.
Al centro delle lamentele, oltre alle aule, c’è l’attuale mensa in via Piersanti Mattarella, ritenuta troppo distante e difficilmente raggiungibile tra una lezione e l’altra. “Raggiungere la mensa richiede troppo tempo”, spiega una studentessa di Medicina. “Per non perdere ore di studio, siamo costretti a ripiegare sulle rosticcerie del centro con costi molto più elevati. Perché la mensa non viene spostata in centro come promesso?”
Il progetto ad essere sinceri, per trasferire la mensa presso l’ex Caffè Romano in Corso Umberto sembrava cosa fatta all’inizio del 2024. Sotto la presidenza del consorzio di Tesauro e l’amministrazione Gambino, erano stati previsti contributi dal Comune (20.000 euro) e dalla Regione (50.000 euro) per l’adeguamento dei locali, con gestione affidata all’ERSU.
Tuttavia, con il cambio di amministrazione e la mancanza di un presidente del Consorzio per troppo tempo, l’iter si è bloccato…sarebbe interessante sapere che fine hanno fatto questi soldi.
Paradossalmente, l’ERSU ha stipulato una convenzione con un punto ristoro privato situato a chilometri di distanza dalle aule di via Re d’Italia e dal centro storico, con posti a sedere insufficienti, qualora ne volesse usufruire tutta la popolazione studentesca.
L’assessore ai Lavori Pubblici, Calogero Adornetto, sempre nell’articolo de La Sicila, ha recentemente aggiornato i cittadini sull’iter burocratico.
“Il Comune attende i fondi FUA (Area Urbana Funzionale) per l’acquisizione dell’ex Banca d’Italia, operazione da 5,5 milioni di euro, e conferma che la mensa sarà realizzata all’ex Caffè Romano. Si valuta addirittura un secondo punto ristoro presso l’ex scuola di via Mauro Tumminelli”.
Voci di piazza riferiscono che il locale, ex Bar Romano, pare sia stato già affittato ad altri.
Con la liberazione del “Vittorio Emanuele”, il rinnovo dei vertici del Consorzio Universitario e i tanto attesi fondi del FUA, sperando non facciano la fine del Progetto Reboot, qui l’articolo per capire di cosa si tratta, Caltanissetta ha un’occasione irripetibile.
La palla passa ora all’amministrazione comunale e ai vertici accademici.
E’ il momento di dimostrare che la città vuole e può essere davvero un polo universitario d’eccellenza che possa contribuire alla rinascita della città. Ad Maiora
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