Il Commissario all’Energia Dan Jørgensen ha parlato al Financial Times delle possibili strategie per affrontare la crisi energetica causata dal conflitto in Medio Oriente. Ecco cosa ha detto
La parola “lockdown” ci riporta alla minaccia pandemica e ad un recente passato che il mondo vorrebbe lasciarsi alle spalle. Invece è tornata alla ribalta dopo le parole del Commissario europeo per l’energia hanno definitivamente rotto un tabù. Il Commissario Ue Dan Jørgensen infatti, in un intervista uscita oggi, venerdì 3 aprile sul Financial Times, ha messo nero su bianco di fatto l’ipotesi di un lockdown, questa volta “energetico”, per i Paesi europei, di fronte alla crisi energetica che si è generata dal 28 febbraio scorso, giorno dell’attacco di Usa e Israele all’Iran.
“L’UE STA VALUTANDO TUTTE LE POSSIBILITÀ”, QUALI SONO
In definitiva, di fronte a ciò che sta comportando il blocco prolungato dello Stretto di Hormuz, Jørgensen ha dichiarato che l’Ue sta valutando “tutte le possibilità”, tra cui il razionamento del carburante e il rilascio di ulteriori riserve di petrolio dalle riserve di emergenza, in previsione di una “lunga crisi”. In definitiva: l’Europa deve prepararsi a uno shock energetico di lunga durata, sintetizza il concetto il Financial Times.
“SARÀ UNA CRISI LUNGA”
Nel giorno in cui il governo italiano ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti per contenerne il costo fino al prossimo 1° maggio, facendo tirare un sospiro di sollievo ad automobilisti e imprese, le parole di Jørgensen non consolano affatto. “Questa sarà una crisi lunga, i prezzi dell’energia rimarranno alti per molto tempo”, ha infatti affermato, avvertendo inoltre che per alcuni prodotti più “critici” “prevediamo un peggioramento della situazione nelle prossime settimane”.
La chiusura dello Stretto di Hormuz, i bombardamenti sulle infrastrutture nel Golfo hanno infatti destabilizzato i mercati energetici, facendo impennare i prezzi e alimentando i timori di una carenza di approvvigionamento a lungo termine, spiega il quotidiano economico inglese.
“ANCORA NON CI TROVIAMO IN UNA CRISI DI APPROVVIGIONAMENTO”
Il commissario ha poi spiegato che, anche se l’Ue “non si trovi ancora in una crisi di approvvigionamento, Bruxelles sta elaborando piani per affrontare gli effetti strutturali e duraturi del conflitto”. In questi contesto, “L’Ue si sta preparando agli scenari peggiori”, è il dato di fatto, anche se la crisi dovuta al blocco “non è ancora arrivata al punto di spingere a razionare prodotti critici- come il carburante per aerei o il gasolio- Meglio essere preparati che pentirsi”, ha commentato Jørgensen. E ha aggiunto: “Stiamo valutando tutte le possibilità ed è chiaro che, più la situazione si aggrava, più dovremo ovviamente prendere in considerazione anche strumenti legislativi”.
VERSO UN NUOVO RILASCIO DELLE RISERVE
Per il Commissario inoltre non è escluso un ulteriore rilascio delle riserve strategiche di energia “se la situazione dovesse peggiorare”. Appena il mese scorso i paesi dell’Unione hanno partecipato al più grande rilascio di riserve strategiche di petrolio della storia, nel tentativo di contenere l’impennata dei prezzi. Nessuna timeline è stata però condivisa con il quotidiano mentre è stata esclusa una modifica normativa sullo stop alle importazioni russe di gas naturale liquefatto. Meglio affidarsi invece ad altri partner, inclusi gli Stati Uniti.
Ma, in pratica, come potrebbe tradursi il razionamento dei prodotti energetici sulla vita di tutti i giorni? Si potrebbe profilare una riduzione obbligatoria dei consumi domestici, limitazioni su riscaldamento, illuminazioni o mobilità.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it di Cristina Rossi
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