Dopo numerosi rinvii, ha preso il via con l’apertura davanti al tribunale collegiale di Agrigento, il processo scaturito dalla maxi inchiesta “Waterloo”, sulla presunta “rete” di corruttele che sarebbe stata messa in piedi dall’ex presidente di Girgenti Acque, Marco Campione.
Nell’udienza del 10 febbraio sono state ammesse parti civili Codacons e Codacons Sicilia, rappresentate dall’avvocato Carmelo Sardella Dirigente dell’Ufficio Legale Regionale.
Sono 23 imputati accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falsità materiale, frode nelle pubbliche forniture, inquinamento ambientale, danneggiamento, frode agli utenti sulla depurazione, frodi sulla tariffa ed abuso d’ufficio.
L’udienza è stata aggiornata al 24 marzo per lo scioglimento della riserva da parte del collegio giudicante su una perizia trascrittiva di intercettazioni telefoniche e per l’esame dei primi tre testi della pubblica accusa.
Secondo l’accusa professionisti, politici, uomini delle istituzioni e forze dell’ordine sarebbero stati a disposizione della società e, in particolare dello stesso Campione, in cambio di favori e posti di lavoro per familiari e amici.
Le gravissime condotte contestate di illecita gestione dei servizi di depurazione delle acque reflue e di fognatura della girgenti acque s.p.a. e di frodi agli utenti sulla depurazione e sulla tariffa avrebbero cagionato- afferma il Codacons – un grave danno per l’ambiente, un evidente pericolo per l’incolumita’ e la salute pubblica ed un grave pregiudizio alla pluralità di consumatori ed utenti, che l’Associazione intende tutelare.
Tra le condotte illecite contestate si annoverano, infatti, il doloso danneggiamento delle reti idriche e le illecite interruzioni del servizio di fornitura dell’acqua, simulando guasti inesistenti, lo sversamento di reflui fognari in mare senza alcun processo depurativo, cagionando una compromissione anche di zone naturali protette, e comunque di particolare pregio e carattere naturalistico e ambientale.
L’ammissione del Codacons e del Codacons Sicilia come parti civili segna un passaggio cruciale nel processo, rafforzando l’azione di contrasto alle frode e gli abusi subiti dai cittadini.

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