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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Violenza sui detenuti a Trapani: Chiuse le indagini per 30 agenti, ma cade l’accusa di tortura
CronacaSicilia

Violenza sui detenuti a Trapani: Chiuse le indagini per 30 agenti, ma cade l’accusa di tortura

Autore: Redazione Visualizzazioni: 22 Tempo di lettura: 3 Pubblicato il: 27/10/2026 06:50
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La Procura di Trapani ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte violenze e maltrattamenti ai danni di detenuti nella casa circondariale Pietro Cerulli. Il provvedimento riguarda trenta agenti di polizia penitenziaria (un trentunesimo agente, inizialmente indagato, è deceduto in un incidente stradale). L’indagine, partita nel settembre 2021 a seguito della denuncia di un recluso, aveva inizialmente coinvolto cinquantacinque persone tra agenti e personale amministrativo.

Cade l’accusa di tortura L’aspetto più rilevante di questa fase è la decisione della Procura di escludere il reato di tortura, che era stato centrale nelle fasi iniziali dell’inchiesta. Questa scelta ridimensiona significativamente l’impianto accusatorio, anche in linea con quanto già stabilito dal tribunale del Riesame di Palermo, che aveva accolto i ricorsi dei difensori annullando le misure cautelari di arresti domiciliari inizialmente disposte.

Le accuse residue e i “metodi” contestati Nonostante l’esclusione della tortura, restano in piedi accuse pesanti. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di violenza, maltrattamenti, abuso di autorità, falso ideologico e calunnia. I fatti contestati si sarebbero verificati tra il 2022 e il 2023, principalmente all’interno del “reparto Blu”, la sezione di isolamento del carcere. Secondo le indagini, in quel reparto erano reclusi detenuti particolarmente vulnerabili, alcuni con problemi psichiatrici. Gli investigatori del Nucleo di polizia penitenziaria avevano nascosto delle telecamere nel reparto, documentando diversi episodi: percosse ai danni di alcuni detenuti, lancio di acqua e urina nelle celle e denudamenti. Inoltre, le indagini avrebbero evidenziato la redazione di false relazioni di servizio per giustificare gli interventi e la mancata reazione di alcuni operatori che avrebbero assistito alle violenze senza intervenire.

Prossimi passi L’inchiesta, che ha portato a 46 decreti di perquisizione, si avvia ora verso la fase processuale. La procura dovrà valutare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per i trenta agenti rimasti indagati.

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