Un nuovo polverone mediatico e politico investe la trasmissione di Rai3. Dopo l’articolo del quotidiano diretto da Tommaso Cerno sui costi dei servizi, i giornalisti del programma chiariscono il modello produttivo e annunciano le vie legali. Ranucci: “Diffusi documenti interni, esposto al Comitato Etico”. Esplode lo scontro tra Fratelli d’Italia e M5S.
Nuova bufera attorno a Report e alla redazione guidata da Sigfrido Ranucci. A scatenare il caso è stato un articolo pubblicato dal quotidiano Il Tempo dal titolo “Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report”, nel quale si rende nota una serie di cifre attribuite ai compensi dei giornalisti e degli inviati del programma d’inchiesta di Rai3.
La reazione della redazione non si è fatta attendere: con una nota ufficiale, gli inviati di Report hanno smentito le cifre pubblicate, definendole «false e surrettizie», e hanno annunciato l’intenzione di sporgere querela nei confronti de Il Tempo e di tutte le testate che riprenderanno le informazioni diffused.
La replica della redazione: “Includono i costi delle inchieste”
Secondo la ricostruzione fornita dai giornalisti di Report, l’articolo del quotidiano romano confonderebbe le retribuzioni individuali con i costi totali necessari alla realizzazione delle inchieste.
«La maggior parte di noi lavora con contratti di lavoro autonomo a partita Iva e autoproduce i propri servizi» spiegano gli inviati nella nota. «Ciò significa che gli importi corrisposti coprono anche le spese vive sostenute per mesi: trasferte, montaggio, grafica e attrezzature. Le somme non rappresentano quindi il compenso netto del giornalista, ma l’intero budget di produzione scaricato di fatto sull’inviato».
Grazie a questo modello, rivendica la redazione, Report rimane «la trasmissione di approfondimento giornalistico meno costosa della prima serata Rai, con un costo di circa 150 mila euro a puntata, meno della metà rispetto ad altri format della stessa fascia». La nota si chiude con una stoccata: «Se si vuole davvero indagare sui compensi faraonici in Rai, si guardi ad altri volti graditi alla politica messi alla guida di programmi rivelatesi poi dei fallimenti auditel».
Ranucci: “Trapelati documenti sensibili”
Sul caso è intervenuto anche il conduttore Sigfrido Ranucci, il quale ha sollevato un tema di tutela aziendale:
«È gravissimo che sia stato diffuso un documento interno e strategico per la Rai, che rende pubblici i costi di una produzione di punta. Presenteremo denuncia al Comitato Etico aziendale per accertare chi abbia fornito queste informazioni sensibili».
Lo scontro politico: FdI attacca, il M5S difende
La vicenda si è immediatamente trasformata nell’ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.
- La posizione di Fratelli d’Italia: La vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Augusta Montaruli (FdI), è andata all’attacco chidendo chiarimenti sull’aumento dei costi dei servizi e criticando la gestione del programma: «Mentre si lamentava un presunto isolamento, apprendiamo che i costi per i servizi sono lievitati sotto questa gestione. Pretendiamo trasparenza su quanto accade e una posizione netta da parte dei vertici Rai».
- La risposta del Movimento 5 Stelle: Di parere opposto i commissari M5S in Vigilanza Rai, che parlano di una «campagna di fango per screditare un programma scomodo al potere». I pentastellati attaccano la fuga di notizie: «Ci chiediamo come mai Il Tempo disponga delle retribuzioni della redazione di Report, mentre la Commissione non ha mai potuto conoscere i compensi di certi conduttori calati dall’alto nella cosiddetta TeleMeloni».
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