Nel giorno in cui l’Ucraina celebra il 35° anniversario della propria indipendenza, la capitale ucraina è tornata ad essere il baricentro della diplomazia europea ed internazionale. I leader della cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi” si sono riuniti a Kiev per inviare un segnale forte e inequivocabile al Cremlino: la determinazione nell’incrementare il supporto politico, finanziario e soprattutto militare al Paese aggredito non subirà alcun ridimensionamento.
Nuovo pacchetto UE da 6,1 miliardi di euro
A dare concretezza agli impegni politici è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha annunciato lo stanziamento di 6,1 miliardi di euro destinati a nuovi approvvigionamenti nel settore della difesa. I fondi serviran a dotare l’esercito ucraino di sistemi di difesa aerea, intercettori anti-missile, munizioni e radar di ultima generazione, strumenti ritenuti cruciali di fronte al costante intensificarsi degli attacchi russi contro le infrastrutture civili ed energetiche.
Sul posto anche il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che ha sottolineato come la battaglia per la sovranità di Kiev rappresenti un baluardo per la sicurezza dell’intero continente: “L’Ucraina è una nazione libera e coraggiosa. La sua lotta è anche la nostra lotta”.
La linea dura del Regno Unito e il nodo esercitazioni
Il vertice ha visto anche l’esordio a Kiev del primo ministro britannico Andy Burnham. Da piazza Santa Sofia, il premier ha confermato l’intenzione di Londra di coordinare i “Volenterosi” per rafforzare la difesa ucraina, ipotizzando sia la fornitura di capacità per neutralizzare le minacce aeree alla radice, sia il supporto tecnologico alla produzione di missili a lungo raggio. Fermissima la replica del Cremlino per bocca del portavoce Dmitry Peskov, che ha accusato la Gran Bretagna di partecipare direttamente al conflitto al fianco del governo ucraino.
Diversificate, invece, le posizioni dei Paesi alleati sul fronte dell’ingaggio operativo: se da un lato la Francia continua a spingere su esercitazioni e coordinamento ad ampio raggio, da Roma fonti di governo hanno precisato che l’Italia non prenderà parte alle esercitazioni dei volenterosi annunciate da Parigi. L’Esecutivo italiano ha confermato il proprio fermo sostegno a Kiev e l’impegno sul piano sanzionatorio per depotenziare la macchina bellica di Mosca, ribadendo la centralità di un percorso negoziale finalizzato a una pace giusta e duratura.
Zelensky: “Nessuna resa, Putin ha fallito i suoi piani”
Ad accogliere i leader internazionali è stato il presidente Volodymyr Zelensky. Nel corso delle celebrazioni per l’Independence Day, Zelensky ha espresso profonda gratitudine agli alleati per i nuovi aiuti, ribadendo con fermezza che l’Ucraina non accetterà mai compromessi sulla propria sovranità: “Putin scommette sulla nostra stanchezza, ma non ha compreso la nostra forza. L’Ucraina rimarrà uno Stato libero e indipendente per sempre”
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