SOTTOTITOLO:
Massa d’acqua e fango travolge l’area di confine. La Farnesina segue la situazione dei connazionali presenti nella zona, tra cui due turisti rimasti bloccati per ore su un autobus isolato da una frana.
Una violenta e improvvisa condanna d’acqua si è abbattuta sulla regione di confine tra il Nepal e il Tibet, provocando una vera e propria catastrofe ambientale e un drammatico bilancio di vittime e dispersi. Secondo le ultime informazioni fornite dalle autorità locali e dalla polizia nepalese, i morti accertati sono saliti ad almeno 95, mentre il numero degli irreperibili continua a crescere di ora in ora.
Tra le centinaia di persone di cui si sono perse le tracce figurano circa 291 turisti stranieri provenienti da diversi Paesi. Il fenomeno, di straordinaria violenza, si è originato nell’area himalayana a seguito di precipitazioni torrenziali che hanno scatenato inondazioni improvvise e imponenti colate di fango e detriti, travolgendo centri abitati e principali arterie stradali, in particolare nel distretto di Rasuwa e nelle zone circostanti.
Mobilitata la Unità di Crisi della Farnesina
La situazione è seguita con la massima attenzione dal Ministero degli Affari Esteri italiano e dall’Ambasciata competente. Nella zona interessata dall’emergenza si stimava la presenza di circa 90 cittadini italiani.
Tra i casi monitorati direttamente dalla Farnesina vi è quello di due turisti italiani che, insieme alla loro guida locale, sono rimasti bloccati a monte di un’ampia frana che ha tagliato in due la rete viaria. I connazionali sono stati costretti a fermarsi per circa otto ore a bordo di un autobus bloccato dalla colata di fango e rocce. Fortunatamente, secondo quanto confermato dalle autorità e dai canali diplomatici, i due italiani si trovano in buone condizioni di salute e sono in costante contatto con l’Unità di Crisi.
Macchina dei soccorsi in moto tra mille difficoltà
Nel frattempo, sul campo sono stati dispiegati migliaia di agenti di polizia, soccorritori e unità dell’esercito. Le operazioni di salvataggio procedono tuttavia con estrema difficoltà a causa del prolungato maltempo, dei collegamenti telefonici a tratti interrotti e dell’inagibilità di numerose strade di montagna, molte delle quali spazzate via dal fango o sbarrate da imponenti smottamenti.
Il bilancio dei danni e delle vittime resta purtroppo ancora provvisorio, mentre le autorità locali continuano a monitorare il livello dei fiumi e i bacini montani nel timore di ulteriori cedimenti o esondazioni.

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