Una rivelazione giornalistica ha scatenato un vero e proprio terremoto politico in Israele. Secondo quanto emerso da un’inchiesta firmata dal quotidiano Haaretz – basata sui dettagli del libro Kidnapped: 843 Days of Abandonment di Shlomi Eldar e Ruth Yuval –, circa dieci giorni prima del massacro del 7 ottobre 2023 il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe ricevuto un avvertimento diretto ed esplicito.
A telefonare al premier israeliano sarebbe stato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed (MBZ), mettendolo in guardia su un’imminente e devastante offensiva pianificata dal leader di Hamas, Yahya Sinwar. Stando alle ricostruzioni, Netanyahu avrebbe liquidato la soffiata manifestando un ingiustificato ottimismo, sostenendo che le forze israeliane fossero pronte e che la minaccia riguardasse al massimo la Cisgiordania e non la Striscia di Gaza. L’aspetto più controverso è che il premier non avrebbe inoltrato questa segnalazione cruciale ai vertici dei servizi di sicurezza (lo Shin Bet) né all’esercito.
La bufera politica e l’attacco frontale dell’opposizione
La risposta dell’opposizione israeliana è stata immediata e senza sconti. I principali leader politici d’opposizione sono saliti sulle barricate, accusando il primo ministro di condotta criminale e inadeguatezza al ruolo.
- Naftali Bennett (Ex Premier): Ha dichiarato di sapere per certo che il rapporto sia vero, aggiungendo che Netanyahu ha la «responsabilità personale e diretta del disastro che ha portato alla morte di migliaia di israeliani». Bennett ha sottolineato che ignorare questi avvertimenti equivale a una «negligenza criminale» ed è il motivo per cui il premier sta bloccando con ogni mezzo la nascita di una commissione di inchiesta statale.
- Yair Golan (Leader dei Democratici): È entrato a gambe tese definendo Netanyahu «inadetto e illegittimo». Golan ha affermato che le scuse del tipo “non mi avevano svegliato” sono crollate: «Sapeva ed era stato avvertito. Il suo posto è in prigione per i crimini commessi contro lo Stato di Israele».
- Gadi Eisenkot (Partito Yashar ed ex capo di Stato Maggiore): Ha ribadito che il premier ha guidato cieco il Paese verso la tragedia, ignorando decine di segnali. «È terrorizzato dalla verità e cerca di sfuggire alle sue responsabilità. Si conferma del tutto inadatto a guidare il Paese». Eisenkot ha promesso l’istituzione immediata di un’inchiesta statale indipendente non appena insediato un nuovo governo.
La difesa del Primo Ministro
Dall’Ufficio del Primo Ministro (PMO) è arrivata una smentita perentoria. La portavoce e gli alleati di Netanyahu hanno bollato l’inchiesta di Haaretz come una «menzogna totale e assoluta», sostenendo che non sia mai avvenuta alcuna telefonata tra il premier e il presidente emiratino nel periodo indicato e che nessuna informazione di quel genere sia mai stata trasmessa fuori dai canali d’intelligence standard.
La vicenda rischia ora di far precipitare ulteriormente il consenso della maggioranza e di diventare l’argomento centrale nei dibattiti politici e giudiziari del Paese.
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